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Accozzaglia

ac-coz-zà-glia

significato

Insieme disordinato

etimologia

derivato di accozzare, cioè ‘mettere insieme disordinatamente’, a sua volta derivato di cozzare, che fra i significati più antichi ha quello di ‘colpire con le corna’, da coccia ‘testa’.

Il colore di questo sostantivo è chiarito immediatamente dal suo suffisso, ‘-aglia’, che ha valore collettivo e spregiativo. In altri termini, sappiamo subito che ci descrive un insieme che non mostra qualità particolarmente apprezzabili (come fanno anche i termini ‘ferraglia’, ‘gentaglia’, ‘nuvolaglia’ e via dicendo).

In particolare, l’accozzaglia è un insieme disordinato, confuso. Facendo un passo indietro nell’etimo, vediamo che questa immagine è comunicata con rara efficacia attraverso un richiamo anche uditivo: l’accozzaglia è un gruppo accozzato di elementi, una turba, un accrocco discordante da cui sentiamo (o immaginiamo) si leva un tramestio da stoviglie in un sacco, ricco di spinte e diverbi se è un’accozzaglia di persone, ricco di urti e contrasti se è di cose. E questo vale anche figuratamente.

Un insieme confuso può ben essere unanime, ma l’accozzaglia non lo è. Elementi dissonanti e inconciliabili vi sono ammucchiati, e non in pace. Così i diversi progetti architettonici che insistono sullo stesso quartiere possono generare un’accozzaglia sgraziata di stili, la squadra di lavoro messa insieme in fretta e furia risulta essere un’accozzaglia inetta, il menu che vuole stupire lascia invece perplessi davanti all’accozzaglia di sapori che propone.

Parola pubblicata il 30 novembre 2016

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