dal latino adùncus, derivato di ùncus ‘uncino’, col prefisso ad-.
Sorte curiosa: è una parola dal significato preciso ma versatile, che nei secoli si è via via focalizzata su una manciata di attribuzioni cristallizzate – e nel mentre, da dato meramente fisico, geometrico che era, ha acquisito una dimensione psicologica. La sua esagerazione caratterizza, dà un tono preciso. E anche per questo è una parola che troviamo spesso nelle fiabe.
Il significato è semplice: è adunco ciò che ha forma ricurva, a uncino. E il mondo è pieno di cose che ricordano questa forma, ma… È adunco il naso della strega, sono adunche le mani del vecchio avido, adunco il dito con cui la creatura maligna si gratta il mento, adunchi gli artigli e il becco del rapace. Oggi quasi nient’altro è detto adunco. Mentre dal Trecento s’è trovato riferito alla forma di falci, tenaglie, sarchi, rostri, ma poi anche, cogliendo la forma in un gesto, a un graffiare adunco, a uno stringere adunco – perfino a degli sguardi adunchi.
Sorte curiosa: è una parola dal significato preciso ma versatile, che nei secoli si è via via focalizzata su una manciata di attribuzioni cristallizzate – e nel mentre, da dato meramente fisico, geometrico che era, ha acquisito una dimensione psicologica. La sua esagerazione caratterizza, dà un tono preciso. E anche per questo è una parola che troviamo spesso nelle fiabe.
Il significato è semplice: è adunco ciò che ha forma ricurva, a uncino. E il mondo è pieno di cose che ricordano questa forma, ma… È adunco il naso della strega, sono adunche le mani del vecchio avido, adunco il dito con cui la creatura maligna si gratta il mento, adunchi gli artigli e il becco del rapace. Oggi quasi nient’altro è detto adunco. Mentre dal Trecento s’è trovato riferito alla forma di falci, tenaglie, sarchi, rostri, ma poi anche, cogliendo la forma in un gesto, a un graffiare adunco, a uno stringere adunco – perfino a degli sguardi adunchi.