È una di quelle parole che ti fa capire la grazia della nostra lingua. Il custodire è un concetto complesso: è un sinolo di vigilanza, di assistenza e di protezione. Il custode non è una guardia bruta. Il custode ha cura, preserva dai pericoli, provvede alle necessità.
Un’immagine del genere, nella lingua, non può che essere enormemente suggestiva: pensiamo alla custodia degli occhiali, protezione di un oggetto fragile e prezioso; pensiamo al custode della scuola, assistente vigile dell’istruzione; pensiamo al drago che custodisce immensi tesori nel cavo di un monte.
Il suono basso e grave, e insieme dolce e lieve di questa parola rivela la misura di una figura alta, poderosa, che cura qualcosa con delicata attenzione e che è pronto a difenderlo con gli artigli.
È una di quelle parole che ti fa capire la grazia della nostra lingua. Il custodire è un concetto complesso: è un sinolo di vigilanza, di assistenza e di protezione. Il custode non è una guardia bruta. Il custode ha cura, preserva dai pericoli, provvede alle necessità.
Un’immagine del genere, nella lingua, non può che essere enormemente suggestiva: pensiamo alla custodia degli occhiali, protezione di un oggetto fragile e prezioso; pensiamo al custode della scuola, assistente vigile dell’istruzione; pensiamo al drago che custodisce immensi tesori nel cavo di un monte.
Il suono basso e grave, e insieme dolce e lieve di questa parola rivela la misura di una figura alta, poderosa, che cura qualcosa con delicata attenzione e che è pronto a difenderlo con gli artigli.