dal latino: delirare uscire dal solco, composto da de fuori e lira solco.
Dall’etimo vediamo subito che si tratta di una parola molto versatile.
Il delirare per una gran febbre, o il pubblico in delirio durante lo spettacolo del grande attore non sono che declinazioni diverse dello stesso uscire dal solco: nel primo caso, e in generale nel comune senso di delirio come farneticazione, si delira dal consueto modo di esprimersi, dalla progressione logica dei pensieri, dalla razionalità; nel secondo caso si delira dalla compostezza di un normale apprezzamento manifestando un’esaltazione invasata. Ma un’immagine così eloquente va usata con fantasia, senza rinchiuderla negli stereotipi del pubblico in delirio e dei delirii dei matti. Altrimenti è uno spreco.
Delirare durante un discorso può significare saltare con ponderazione ad un altro argomento; pubblicare su un blog i propri delirii può significare pubblicare i pensieri che ci vengono nelle ore d’aria, senza necessariamente volerli colorare di follia per farli sembrare più speciali; si può dire che il fagottista talentuoso ha delirato sulla chitarra, intendendo un cambio di strumento, la ricerca di una nuova espressione.
Dall’etimo vediamo subito che si tratta di una parola molto versatile.
Il delirare per una gran febbre, o il pubblico in delirio durante lo spettacolo del grande attore non sono che declinazioni diverse dello stesso uscire dal solco: nel primo caso, e in generale nel comune senso di delirio come farneticazione, si delira dal consueto modo di esprimersi, dalla progressione logica dei pensieri, dalla razionalità; nel secondo caso si delira dalla compostezza di un normale apprezzamento manifestando un’esaltazione invasata. Ma un’immagine così eloquente va usata con fantasia, senza rinchiuderla negli stereotipi del pubblico in delirio e dei delirii dei matti. Altrimenti è uno spreco.
Delirare durante un discorso può significare saltare con ponderazione ad un altro argomento; pubblicare su un blog i propri delirii può significare pubblicare i pensieri che ci vengono nelle ore d’aria, senza necessariamente volerli colorare di follia per farli sembrare più speciali; si può dire che il fagottista talentuoso ha delirato sulla chitarra, intendendo un cambio di strumento, la ricerca di una nuova espressione.