Esoterico
e-so-tè-ri-co
Significato Nell’antica Grecia, di insegnamento impartito a una cerchia ristretta di iniziati; relativo a una dottrina iniziatica o a una setta; misterioso
Etimologia voce dotta recuperata dal greco esōterikós ‘riservato agli iniziati’, derivato di esṓteros ‘interno’, da ésō ‘dentro’.
- «Non ci ho capito niente, queste istruzioni sono esoteriche.»
Parola pubblicata il 23 Settembre 2026 • di Giorgio Moretti
«Aspetta un po', caro mio» potrà venire in mente a qualcuno, «ma eso- non voleva dire 'fuori'? Com'è che adesso mi vuoi far passare che voglia dire 'dentro'?»
Sgombriamo subito il campo da questa questione piccolina ma interessante.
In italiano l'elemento eso-, che troviamo comunemente in molti composti scientifici, dagli esopianeti agli esoscheletri, significa in effetti 'fuori'. Ma attenzione: è un adattamento del greco éxō, che aveva giusto questo significato. Invece, il greco ésō significava 'dentro' — però nelle composizioni più vicine a noi, per dire 'dentro' è stato preferito l'elemento endo-, dal greco éndon, sempre con lo stesso significato.
Così abbiamo la coppia di aggettivi opposti esoterico (esōterikós) / essoterico (exōterikós), uno che ci parla di qualcosa di riservato a chi è addentro, uno di qualcosa che va bene per chi è fuori. Ma il primo, l'esoterico, è paradossalmente molto più comune e corrente.
La prospettiva è quella, cara all'orizzonte greco, dei percorsi iniziatici. Ci sono cose — magiche o scientifiche, e la linea che le divide non è così netta — che non possono essere propalate ai quattro venti, non sono comprensibili all'esterno e non devono essere sbandierate: richiedono un percorso di iniziazione che abbocchi al mistero, magari guidato da un mistagogo, da un maestro acroamatico (che parole, da queste parti!). L'esoterico è rivolto all'interno. Chiuso, diciamo.
Ad esempio di Aristotele ci sono arrivate soltanto le sue opere esoteriche, e non quelle essoteriche — non sappiamo molto dell'Aristotele-divulgatore, se non che fosse apprezzatissimo anche in questa veste.
Ora, non che l'esoterico abbia abbandonato del tutto i lidi della scienza: possiamo parlare di come certi articoli siano esoterici, di certe branche esoteriche della matematica, di vicende storiche esoteriche. Non tutto è immediatamente accessibile, può servire (spesso serve) una preparazione, un'introduzione. In maniera consona, davanti a un certo sapere ci diciamo profani — fuori dal tempio.
Ma l'esoterico prospera in misteri incomprensibili ai più non tanto perché ostici, ma perché di materia occulta, che concerne trame profonde e (altrimenti) inafferrabili del tappeto del mondo. Se parlo dei libri esoterici ritrovati nella biblioteca del nonno, degli interessi esoterici dell'amica, o di come lo zio, alla terza bottiglia, inizi a ragionare di questioni esoteriche, probabilmente mi sto riferendo a ermetismi, tarocchi, astrologie, a qualche coinvolgimento dell'I Ching, alchimia, cabala, magia salomonica, teurgie, esperienze fuori dal corpo, società segrete, sette, sofie e gnosi di vario genere. È un buglione che mette insieme discipline di antico lignaggio e stupidaggini più recenti — senz'altro paludato e suggestivo, anche se di epistemologia fragile.
Tant'è che posso parlare del tuo modo esoterico di prendere appunti, del commento esoterico che chiosa il discorso, dello scambio esoterico fra amici.
È più ermetico che arcano. L'arcano è inviolabile, accessibile quasi a nessuno. L'esoterico, mettendosi un po' sotto, è accessibile. Il segreto può essere più superficiale o spicciolo, senza le aspirazioni e le suggestioni dell'esoterico. E anche il mistero può essere diluito. L'iniziatico invece è molto a fuoco, e non mostra altrettanta versatilità.
Un grande equilibrio, e tutt'altro che esoterico!