adattamento della voce francese fanée, participio passato del verbo faner, in particolare riferito alle erbe che vengono fatte seccare per ottenere il fieno.
L’immagine che ci dipinge questo prestito francese è aggraziata e piacevolmente concreta: il fané è lo sfiorito, l’appassito, così come sono le erbe che, lasciate a seccare d’estate, diventano fieno. Proprio per la sua delicata eleganza (eterna suggestione del francese) si rivela eccezionale in contesti in cui è facile urtare la sensibilità di qualcuno: insomma, fra una bellezza avvizzita e una bellezza fané ci corre parecchio.
Questa parola, oltre a essere usata per indicare l’aspetto non più fresco di una persona, può anche essere riferita a oggetti e luoghi sciupati, in decadenza. Analogamente, in questi casi, la rovina avrà i connotati di una sfumatura delicata, quasi pittoresca: non è un caso se, leggendo la descrizione di un immobile in vendita, è decisamente più facile trovare parole come “rustico” o “fané”, piuttosto che “fatiscente” o “decrepito”. E quando l’amico ci presenta il suo tanto celebrato salotto degli anni venti, dire che è fané riesce senza dubbio più composto rispetto a dire che è buono solo per fare il fuoco.
L’immagine che ci dipinge questo prestito francese è aggraziata e piacevolmente concreta: il fané è lo sfiorito, l’appassito, così come sono le erbe che, lasciate a seccare d’estate, diventano fieno. Proprio per la sua delicata eleganza (eterna suggestione del francese) si rivela eccezionale in contesti in cui è facile urtare la sensibilità di qualcuno: insomma, fra una bellezza avvizzita e una bellezza fané ci corre parecchio.
Questa parola, oltre a essere usata per indicare l’aspetto non più fresco di una persona, può anche essere riferita a oggetti e luoghi sciupati, in decadenza. Analogamente, in questi casi, la rovina avrà i connotati di una sfumatura delicata, quasi pittoresca: non è un caso se, leggendo la descrizione di un immobile in vendita, è decisamente più facile trovare parole come “rustico” o “fané”, piuttosto che “fatiscente” o “decrepito”. E quando l’amico ci presenta il suo tanto celebrato salotto degli anni venti, dire che è fané riesce senza dubbio più composto rispetto a dire che è buono solo per fare il fuoco.