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Giulebbe

giu-lèb-be

significato

Sciroppo dolcissimo di frutta e fiori; per estensione, cosa molto dolce, grande allegria

etimologia

dal persiano: gulab acqua di rose, composto da gul rosa e ab acqua - passato attraverso l’arabo volgare: giuleb.

Dalla lontana acqua di rose mediorientale i nostri avi hanno mutuato uno sciroppo tanto dolce, il più dolce immaginabile, ottenuto ribollendo zucchero, frutta, miele, aromatizzato perfino con fiori. Così, per estensione, tutto ciò che è particolarmente dolce può esser chiamato giulebbe. E si può anche usare in senso non proprio lusinghiero, per indicare lo stucchevole, lo sdolcinato, e perfino stati di beatitudine ebete (l’innamorato affoga nel giulebbe). Ma l’uso più bello è quello esteso in positivo: il giulebbe può essere tutto ciò che è buono, e non solo alimentarmente parlando. Anche una situazione fortunata, allegra, un evento felice possono essere dei giulebbe - e qui si ritrova anche la cifra preziosa del giulebbe, sciroppo raro, unito idealmente all’occasione di festa.

Parola pubblicata il 24 giugno 2012

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