Nottivago
not-tì-va-go
significato
Che va in giro di notte
etimologia
voce dotta recuperata dal latino noctivagus, col medesimo significato.
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not-tì-va-go
Che va in giro di notte
voce dotta recuperata dal latino noctivagus, col medesimo significato.
Così notava Giacomo Leopardi nel suo Zibaldone, il 28 settembre 1821 (toh, due secoli tondi). E il nottivago porta nel discorso proprio questi caratteri di indefinitezza sospesa.
Siamo davanti a una parola poetica che dire rodata è dire poco: infatti è un prestito diretto dal noctivagus latino, che parimenti era considerato parola poetica. Fra gli altri, ad esempio, la troviamo in Lucrezio – in un passo del De rerum natura la usa nel descrivere le torce delle comete, – come anche in Virgilio, che nell’Eneide la cuce sul volo del carro di Febe. Si fa notare però la preferenza di riferimento a entità alte, celesti.
In italiano questo aggettivo, recuperato nel fiore del Rinascimento, continua ad avere una certa fortuna siderale e mitologica, attagliandosi a pianeti e astri che trascorrono la volta celeste come anche a divinità classiche. Ma non disdegna il terragno – per quanto gli calzi sopra sempre poeticamente. Sono nottivaghe farfalle e bestie che si muovono di casa nelle tenebre, nottivaghi gli spiriti inquieti, spiriti di artisti, nottivaghi figuri che paiono poco raccomandabili, e classicamente prostituti e prostitute.
L’aura indefinita di questa parola è doppia: non solo colloca il suo movimento nel buio, ma lo descrive come un vagare. Eppure il nottivago non è brancolante. Adombra una certa consuetudine, se non una vera e propria vocazione naturale, a muoversi così nella notte – non sono nottivago io quando mi attardo a metà camminata e mi perdo nel bosco, e spero che quei due in lontananza siano fari e non occhi. La sua vaghezza è sospesa e delicata perché intimamente padrona, senza sentimenti grevi. In questo tratto si riconosce l’antico profilo olimpico del noctivagus.
Una parola di poesia antica ma piuttosto pronta: si fa sentire come alta anche grazie al suo accento latinamente sdrucciolo, ma è trasparente e pulita. E sa impreziosire una frase senza riuscire pretenziosa.