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Pastoia

pa-stó-ia

significato

Fune posta a bloccare le zampe degli animali; ostacolo

etimologia

dal latino: pastus pascolo, da pascere nutrire.

Dovendo badare a un gregge di molti animali che pascolano, ai tempi si usava una bruta ed efficace pastoia per legare agli sventurati quadrupedi le due zampe anteriori - i quali così trovavano serie difficoltà ad allontanarsi o fuggire.

Similmente, volendo insegnare al cavallo l’ambio, ossia l’andatura in cui il passo solleva due zampe dal medesimo lato (a mo’ di cammello), è uso legargli le zampe davanti alle rispettive didietro, in modo che le possa muoverle solo così accoppiate.

Per estensione le pastoie diventano gli impedimenti, i vincoli, gli ostacoli. L’amore per un animale potrà essere afflitto dalla pastoia di un’allergia; le pastoie della paura dell’incertezza o del dolore potranno impedire di fare la scelta giusta; mentre alla cena formale, le pastoie degli abiti da sera impediranno ogni schiettezza - a meno che qualcuno non incrini acclamatamente la rigida atmosfera.

Ricordiamo il verbo “impastoiare” (io impastóio) che indica il metter pastoie.

Parola pubblicata il 18 giugno 2011

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