dal latino: redàrguere, composto da red- indietro e arguere dimostrare, accusare.
Quello del redarguire è un biasimo piuttosto duro, una rampogna fatta a voce che certo non si risparmia. Però si tratta anche di una parola elegante, fine, e connota un rimprovero autorevole: non sarà certo l’opinionista a redarguirti - ma più probabilmente un professore, o un nonno. E l’etimo ci colora questo rimprovero di una sfumatura logica, argomentativa, tanto che più di un rimprovero pare una risposta che critica motivando - con un carattere estremamente fertile.
Non capita spesso di poter usare con proprietà questa parola: ma forse perché di rado capita di incrociare personalità che abbiano autorevolezza e logica adatte a redarguire qualcuno.
Quello del redarguire è un biasimo piuttosto duro, una rampogna fatta a voce che certo non si risparmia. Però si tratta anche di una parola elegante, fine, e connota un rimprovero autorevole: non sarà certo l’opinionista a redarguirti - ma più probabilmente un professore, o un nonno. E l’etimo ci colora questo rimprovero di una sfumatura logica, argomentativa, tanto che più di un rimprovero pare una risposta che critica motivando - con un carattere estremamente fertile.
Non capita spesso di poter usare con proprietà questa parola: ma forse perché di rado capita di incrociare personalità che abbiano autorevolezza e logica adatte a redarguire qualcuno.