Cimosa, margine laterale delle pezze di stoffa; prima o ultima maglia del lavoro ai ferri o all’uncinetto; riva; margine del libro
etimologia
da vivo, nella locuzione orlo vivo, ma secondo alcuni dal latino medievale vivagnum, dall’analoga espressione orum vivum.
Curiosamente questa parola, per quanto viva e vitale nei suoi significati tecnici, ha dei significati figurati tanto suggestivi e incisivi quanto poco percorsi.
La sua immagine fondamentale ha perso un po’ di quotidianità ma resta familiare: il margine della pezza di stoffa. Questo margine, la cimosa, è spesso rinforzato, perché non si sfilacci, perché non si sciupi: il risultato è un bordo corneo, quasi un tegumento bidimensionale che protegge un tessuto vivo. Questa suggestione del tessuto vivo fa il vivagno - e chi ha impostato un paio di forbici su una pezza conosce la sensazione pericolosa dell’affondo.
Poi si parla di vivagno nel lavoro a maglia o all’uncinetto - prima o ultima maglia, che ad esempio può dover essere fatta in modo da poter essere unita ad altre porzioni lavorate -, come anche in campo marinaresco, intendendo l’orlo dei teli usati per la fabbricazione delle vele.
Non sono immagini da lasciar perdere. Anzi sono immagini così vivide e condivise da chiedere di essere usate figuratamente. Tolte le scarpe ci sediamo sul vivagno del torrente e rinfreschiamo i piedi nell’acqua limpida; dai vivagni ingialliti si vede subito quanto un libro sia stato letto e riletto; nascosta per decenni dalla cornice, una dedica sul vivagno di un ritratto getta una nuova luce sull’amicizia fra la nonna e il pittore. E che parole pronunceremo, sull’ultimo vivagno?
Curiosamente questa parola, per quanto viva e vitale nei suoi significati tecnici, ha dei significati figurati tanto suggestivi e incisivi quanto poco percorsi.
La sua immagine fondamentale ha perso un po’ di quotidianità ma resta familiare: il margine della pezza di stoffa. Questo margine, la cimosa, è spesso rinforzato, perché non si sfilacci, perché non si sciupi: il risultato è un bordo corneo, quasi un tegumento bidimensionale che protegge un tessuto vivo. Questa suggestione del tessuto vivo fa il vivagno - e chi ha impostato un paio di forbici su una pezza conosce la sensazione pericolosa dell’affondo.
Poi si parla di vivagno nel lavoro a maglia o all’uncinetto - prima o ultima maglia, che ad esempio può dover essere fatta in modo da poter essere unita ad altre porzioni lavorate -, come anche in campo marinaresco, intendendo l’orlo dei teli usati per la fabbricazione delle vele.
Non sono immagini da lasciar perdere. Anzi sono immagini così vivide e condivise da chiedere di essere usate figuratamente. Tolte le scarpe ci sediamo sul vivagno del torrente e rinfreschiamo i piedi nell’acqua limpida; dai vivagni ingialliti si vede subito quanto un libro sia stato letto e riletto; nascosta per decenni dalla cornice, una dedica sul vivagno di un ritratto getta una nuova luce sull’amicizia fra la nonna e il pittore. E che parole pronunceremo, sull’ultimo vivagno?
Il margine del vivo. Un significato stupefacente.