Ceto nobiliare polacco, emerso fra l’XI e il XIV secolo, con uno status peculiare rispetto alle nobiltà europee coeve
dall’alto-tedesco slahta ‘schiatta, stirpe’.

Certi termini molto noti - e che oggi non presentano grandi problemi d'uso - hanno attraversato i secoli in maniera tutt'altro che lineare.
La scienza storiografica può darci un eccellente aiuto per capire la loro meravigliosa evoluzione e per scovarne le più squisite sorprese, così li affrontiamo di petto con un ciclo di parole curato da Alessandra Quaranta, giovane e solerte dottoressa di ricerca in Storia (addottorata presso l'Università di Trento).
Sono trattazioni eccezionalmente ricche: serti di storia, etimologia e letteratura nel quadro di un panorama europeo, in cui Alessandra riversa tutta la passione del suo vasto studio.
Ci farà compagnia un venerdì su due!
Ceto nobiliare polacco, emerso fra l’XI e il XIV secolo, con uno status peculiare rispetto alle nobiltà europee coeve
dall’alto-tedesco slahta ‘schiatta, stirpe’.
Nel Medioevo, partigiano della casata Hohenstaufen; in Italia, partigiano dell’imperatore del Sacro Romano Impero
da Weiblingen, nome di un castello degli Hohenstaufen, situato nell’attuale regione tedesca del Baden-Württemberg, nel sud-ovest della Germania.
Azione del legare; procedimento di unione delle pagine del libro a dorso e copertina, rilegatura; incastonatura, montatura; in musica, segno posto su un gruppo di note da eseguire senza interruzione del suono; nella scrittura corsiva, segno che unisce una lettera all’altra
dal latino tardo ligatura, derivato di ligare ‘legare’.
Favore, giovamento, vantaggio; terra concessa dal sovrano al vassallo; beni e redditi assegnati a un chierico in virtù della carica ecclesiastica che ricopre
dal latino beneficium, composto di bene e dal tema di fàcere ‘fare’.
Istituto d’assistenza sanitaria
dal latino hospitale, che indicava il luogo in cui si ospitano i forestieri, sostantivazione dell’aggettivo hospitalis.
Giurista abilitato ad assistere una parte in giudizio
dal latino advocatus, participio passato di advocare ‘chiamare a sé, chiamare in aiuto’.
Relativo al tempo presente; proprio dell’era moderna, che va convenzionalmente dalla scoperta delle Americhe alla Rivoluzione francese
dal latino tardo modernus, derinvato dall’avverbio modo ‘or ora, recentemente’.
Periodo storico successivo alla caduta dell’Impero Romano
composto da medio ed evo, cioè ‘età di mezzo’.
Chi esercita la professione medica
dal latino medicus, a sua volta derivato di medeor ‘curo le malattie’.