Rivolgersi a qualcuno per attirare la sua attenzione, per farlo avvicinare, intervenire, parlargli e via dicendo; dare un nome, definire
dal latino clamare ‘gridare, proclamare’.

Negli anni, tantissimi di voi ci hanno chiesto di dare spazio ad approfondimenti sul nostro patrimonio letterario — per capire meglio, alla luce di esempi eccellenti, quale sia l'anima della singola parola.
Perciò abbiamo pubblicato questi approfondimenti a corredo della parola del giorno. Questa rubrica è stata curata dalla solerte Lucia Masetti, ai tempi giovanissima laureanda in filologia moderna dallo stile formidabile.
Dante avrà metà della torta. Speriamo che un occhio di bue sulla sua inventiva flessibile e aperta ci aiuti a massaggiare quelle rigidità culturali che anchilosano il discorso sulla lingua. L'altra metà se la spartiranno scribacchini del calibro di Manzoni, Leopardi, Verga, Montale, Pirandello e compagnia bella.
In questo viaggio ci sarà da sorridere, da commuoversi e da imparare — e speriamo sarà occasione per far zampillare ancora un po' di ispirazione e bellezza dalla finestra dello schermo.
Rivolgersi a qualcuno per attirare la sua attenzione, per farlo avvicinare, intervenire, parlargli e via dicendo; dare un nome, definire
dal latino clamare ‘gridare, proclamare’.
Comprimere, pressare qualcosa rompendo, deformandolo, appiattendolo; annientare, vincere
etimo incerto. Secondo alcuni dal latino tardo st latta ‘barca’ (da cui pensano sia anche ‘chiatta’), attraverso la voce ipotetica extlatterare ‘appiattire come una chiatta’; secondo altri, di origine espressiva.
Probabilmente (esprimendo dubbio, esitazione, possibilità); dubbio, incertezza
dal latino forsit, composto di fors ‘sorte’ e sit ‘sia’, ‘sia destino’.
Semplice composizione in versi di gusto infantile; discorso lungo e sconclusionato; elenco prolisso, sfilza
etimo incerto.
Del vento, soffiare; essere percepibile, diffondersi; infondere, ispirare. Morire, finire, scadere
nei primi significati, dal latino spirare ‘soffiare, emanare, respirare’; negli ultimi, da expirare, derivato di spirare col prefisso ex- ‘fuori’.
Scemo, senza cervello, incapace di ragionare
etimo incerto, probabilmente derivato di scemo.
Di liquido, non trasparente, non limpido per via di particelle in sospensione; impuro, poco onesto, inquieto, ambiguo
dal latino turbidus ‘burrascoso, tempestoso, turbato, impetuoso’, e, di liquido, ‘impuro’, derivato di turbare ‘agitare’.
Che costituisce un sacrilegio, o chi lo compie; gravemente offensivo di un valore riverito; in religione, di sacramento impartito da chi non ne ha l’autorità o ricevuto senza sincerità di fede
dal latino sacrilegus ‘ladro di cose sacre, profanatore’, composto di sacra ‘cose sacre’ e lègere ‘portar via’.
Puntiglio, risentimento, ostinazione, rancore
dal francese pique, derivato del verbo piquer ‘pungere, trafiggere con una punta’, di origine onomatopeica.
Chi studia o insegna grammatica; persona dotta, colta; persona pedante nell’osservare o nel far osservare regole grammaticali; grammaticale
dal latino grammàticus, che è dal greco grammatikós, derivato di gràmma ‘lettera dell’alfabeto’, dal tema di gràpho ‘scrivere’.
Respiro frequente e difficoltoso; ansietà, agitazione, inquietudine
dal provenzale afan, di etimo incerto.
L’azione di accompagnare a scopo di sorveglianza o protezione; persone e mezzi che hanno questa funzione; riserva accantonata
femminile sostantivato di scorto, participio passato di scorgere col significato di ‘guidare, accompagnare’, che è, attraverso l’ipotetica forma del latino parlato excorrigere, da corrigere ‘drizzare’, con ex- intensivo.
Beniamino, favorito, in senso spregiativo; cuculo; babbeo
voce onomatopeica.
Onda del mare; mare; moto dell’onda vicino alla costa
voce dotta recuperata dal latino fluctus, derivato di flùere ‘scorrere’.
Essere in uno stato di prostrazione; struggersi, indebolirsi, venir meno
voce dotta, recuperata dal latino languére.
Ottenuto per astrazione, isolandolo dal contesto; privo di contatto con la realtà; assorto; separato
voce dotta recuperata dal latino abstractus, participio passato di abstràhere, composto di abs- ‘via da’ e tràhere ‘trarre’.
Sporgenza cornea che riveste gli archi mascellari e mandibolari di certe specie animali, in particolare degli uccelli, e ciò che ne ricorda la forma; maschio della capra, uomo tradito dalla partner
nei primi significati dal latino beccus, di origine gallica; nei secondi, l’etimo è incerto: forse dal latino ibex ‘capra selvatica’, forse di origine onomatopeica.
Forma che consiste nell’intersezione di due linee dritte; antico strumento di pena; tormento; simbolo cristiano
dal latino crux, forse di origine fenicia.
L’essere sprezzante; atteggiamento studiatamente disinvolto e trascurato, e ciò con cui tale atteggiamento si manifesta
derivato di sprezzare, dal latino pretium ‘pregio, valore’, attraverso un ipotetico expretiare.
Organo muscolare della bocca coinvolto nel masticare, nel deglutire e nell’articolare la voce, e con funzione tattile e gustativa; ciò che ha forma stretta e allungata; idioma, linguaggio, sistema di segni condiviso da una comunità come mezzo di comunicazione
dal latino lingua, dall’antica forma dingua.
Primo, principale, preminente; titolo nobiliare di chi nel medioevo era secondo solo all’imperatore, e poi di sovrani e di appartenenti a famiglie regnanti; successore al trono; persona di grande autorità e prestigio
dal latino princeps propriamente ‘che prende il primo posto’, composto di primus ‘primo’ e dal tema di càpere ‘prendere’.
Vuoto, cavo; incorporeo; privo di sostanza, di contenuto, d’effetto; spazio
dal latino vanus.
Essere umano di giovane età
attraverso la forma arcaica fancello, da fanticello, diminutivo di fante, che è aferesi di infante ‘bambino’, dal latino infans ‘che non parla’, composto di in- negativo e del participio presente di fari ‘parlare’.
Corona di fronde, fiori, erbe; cerchio
etimo incerto.
Dividere una coppia; spaccarsi improvvisamente e con fragore per eccesso di pressione interna
nel primo caso, derivato di coppia, col prefisso s- che indica separazione; nel secondo caso, da scoppio, che è dal latino scloppus ‘scoppio, schiocco’, di origine onomatopeica.
Età che segue l’adolescenza e precede la maturità; primo periodo di sviluppo; freschezza, vitalità, vigore
derivato di giovine, dal latino iuvenis.
In grammatica, caso della declinazione di lingue antiche e moderne che esprime il soggetto del verbo attivo; che contiene nomi; intestato, che specifica il nome del titolare; nel linguaggio burocratico, nome
dal latino nominativus, derivato di nominare ‘nominare’.
Profondamente turbato, allibito, spiacevolmente sorpreso
participio passato di sbigottire, di etimologia incerta. Forse dall’antico francese esbahir, giunto attraverso il provenzale esbair.
Conflitto armato fra gruppi organizzati
dal germanico werra ‘mischia’.
Rivolgere a una persona formule o gesti di amicizia, di rispetto, nel momento in cui la si incontra o la si lascia; accogliere; abbandonare; fare visita; acclamare
dal latino salutare ‘augurare salute’, ma anche ‘acclamare, visitare, adorare’, derivato di sàlus ‘salute’.
Animale favoloso, solitamente figurato come un cavallo munito di un corno
dal latino tardo unicornus, per un precedente unicornuus o unicornis, composto di uni- ‘uno’ e cornu ‘corno’.
Principio vitale degli esseri viventi; in senso religioso, entità immortale contrapposta al corpo, che nell’umano presiede all’intelletto, ai sentimenti e alla spiritualità; essenza; persona; parte interna
voce dotta recuperata dal latino anima, affine al greco ànemos ‘vento, soffio’.
Che desta stupore, meraviglioso
dal latino stupendus, gerundivo di stupère ‘stupire’.
Calore confortevole, piacevole
dal latino tepor, derivato di tepère ‘essere tiepido’.
Nato, rispetto a chi o ciò che l’ha generato; appellativo rivolto a un giovane da una persona adulta
dal latino filius.
Mandare un odore gradevole
dal latino olēre od olĕre ‘mandare odore’, con mutamento di coniugazione in ‘-ire’.
Dolore, turbamento, sbigottimento
dal provenzale marriment, da marrir ‘affliggersi’.
Forma, aspetto esterno; corpo umano; forma geometrica; disegno
voce dotta, recuperata dal latino figura, da fìngere ‘plasmare’.
Elogiare, esprimere approvazione; celebrare, esaltare
dal latino laudare, derivato di laus ‘lode’.
Superficie di terreno erboso
dal latino pratum, di etimo incerto.
Riposare all’ombra nelle ore del mezzogiorno
dal latino meridiare, dal latino meridies ‘meriggio’, composto di medius ‘mezzo’ e dies ‘giorno’.
Sorridere, guardare con affetto; essere propizio, favorire; piacere, tornare gradito
dal latino arridere, composto di ad- ‘verso’ e ridère.
Equivoco, di incerta interpretazione; doppio, subdolo; che suscita sospetti morali
dal latino ambiguus, derivato di ambìgere ‘dubitare, essere discorde’, composto di amb- ‘intorno’ e àgere ‘condurre’.
Aprire togliendo o rompendo i sigilli; come intransitivo pronominale, sciogliersi
composto da un dis- di separazione e sigillare, uguale in latino, derivato di sigillum, che è diminutivo di signum ‘segno’.
Che oppone resistenza, che rifiuta di conformarsi alla volontà altrui o a obblighi
dal latino renitens, participio presente di reniti ‘resistere, rifiutarsi’, derivato di niti ‘puntarsi, sforzarsi’.
Composto chimico costituito da ioni, prodotto di diverse reazioni; cloruro di sodio; giudizio, intelligenza; facezia, battuta
dal latino sal.
Imbroglio, raggiro, danno, delusione
derivato di fregare, dal latino fricare.
Parte determinata di materia; struttura fisica dell’uomo e degli animali; gruppo di persone; raccolta di opere
dal latino corpus.
Non previsto, inatteso; improvviso; evento non prevedibile
composto di in- negativo e previsto, participio passato di prevedere, che è dal latino praevidere, composto di prae- ‘prima, avanti’ e videre ‘vedere’.
Libera conformità di voleri e sentimenti fra più persone
dal latino concordia, derivato di concors ‘concorde’, composto di cum- ‘con’ e cor cordis ‘cuore’.
Esteticamente gradevole
dal latino bellus ‘carino’, diminutivo di bonus.
Facoltà di intendere concetti ed elaborare giudizi
dal latino intellectus, propriamente participio passato del verbo intelligere ‘comprendere, intendere’.
L’azione di attendere; tempo passato ad attendere; sentimento vissuto nell’attendere
derivato di attendere, uguale in latino, col significato di ‘volgersi a’, composto di ad- e tendere.
Come transitivo, agitare qualcosa alterandone la regolarità, la limpidezza, la serenità; come intransitivo pronominale, inquietarsi, sconvolgersi
dal latino turbare, derivato di turba ‘confusione, scompiglio, calca, agitazione’, probabilmente dal greco tùrbe.
Sconfinato, smisurato, enorme
voce dotta, dal latino immensus, propriamente ‘che non può essere misurato’, composta in- negativo e mensus, participio passato di metiri ‘misurare’.
Sostenersi e muoversi nell’aria; muoversi o trascorrere rapidamente
dal latino volare.
Riversarsi con violenza e fragore, specie detto delle acque
derivato di crosciare, voce onomatopeica.
Contemplare con ammirazione, diletto, desiderio; accarezzare con la mente, sognare
derivato di vago.
Insieme di piatti, vasellame e recipienti usati in cucina e a tavola per servire le vivande
incrocio del latino medievale usitilia, alterazione del classico utensilia ‘ciò che è utile ai bisogni’, e usibilia ‘materiali d’uso’, derivato di uti ‘usare’.
Districare, sciogliere; distinguere
derivato di viticchio, col prefisso negativo dis-.
Muoversi a piedi; procedere; funzionare
derivato di cammino, dall’ipotetica voce del latino parlato camminus, di origine celtica.
Riparare, difendere; proteggere con uno schermo
derivato di schermo, a sua volta da schermire, che viene dal longobardo skirmjan ‘proteggere’.
Portare a compimento; dedurre
dal latino concludere, composto di cum ‘con’ e claudere ‘chiudere’.
Goccia di umore secreto da ghiandole apposite per lubrificare l’occhio; goccia, stilla
dal latino lacrima, di origine indoeuropea.
Mostrare i denti facendoli stridere, in atteggiamento feroce
dal francese antico grignier, a sua volta dall’ipotetica voce francone grînan ‘storcere la bocca’, preceduto da un di- intensivo.
Oscillare in maniera leggera e rapida, tremare
dal latino tardo tremulare, derivato di tremulus ‘tremulo’, a sua volta da trèmere ‘tremare’.
Replicare, reagire; soddisfare; essere responsabili di fronte a qualcuno
dal latino respondère, composto di re- ‘indietro, di rimando’ e spondère ‘promettere’.
Come aggettivo, che non ha mangiato da un certo tempo, privo, sprovvisto; come sostantivo, astensione dal cibo
l’aggettivo è dal latino ieiunus ‘digiuno’, ma anche ‘sterile, arido’; il sostantivo deriva da ‘digiunare’, che è dal latino ieiunare.
Pesantezza; disagio, molestia
derivato di grave, che è dal latino gravis.
Legare, cingere; sedurre, affascinare
dal latino vincìre ‘legare’, rafforzato dal prefisso a-.
Avere in possesso qualcosa; dominare
dal latino possidère, composto di potis ‘padrone’ e sedere ‘risedere’.
Disprezzo e sdegno
da disdegnare. Questo, attraverso l’ipotetica forma parlata disdignare, deriva dal latino classico dedignari, composto parasintetico di dignus ‘degno’, con prefisso negativo.
Potente; maestoso, grandioso
dal latino posse ‘potere’, attraverso il francese antico poissant.
Intelligenza creativa e pratica; persona geniale, talentuosa
dal latino ingenium ‘disposizione naturale, carattere, indole’, ma anche ‘intelligenza, acume’ e ‘ispirazione, trovata’. Composto da in- ‘dentro’ e da un derivato del verbo gignere ‘generare’.
Gridare in tono acuto; sbraitare; sgridare
secondo una ricostruzione classica, derivato dal latino stridulus ‘stridulo’, attraverso l’ipotetica forma parlata stridulare; forse, di origine onomatopeica.
Sconvolgere, scompigliare; rimproverare; accapigliarsi
derivato di buffo ‘soffio’, di origine onomatopeica.
Dolore, rimorso, rammarico per avere o non avere fatto qualcosa; cambio d’opinione, correzione
da pentirsi, derivato del latino paenitère ‘dispiacersi, essere scontento’, forse da avvicinare a paene ‘quasi’.
Schietto, sincero; disinvolto, risoluto; libero, esente
dal francese franc libero, a sua volta dal francone frank.
Risuonare, echeggiare in modo cupo
derivato di bomba, voce onomatopeica fin dal latino bombus ‘rimbombo, rumore sordo, mormorio’.
Indirizzare qualcosa in un certo punto; piegare, voltare; mutare, trasformare
dal latino vòlvere ‘volgere, voltare, far girare’.