Abbrivo
ab-brì-vo
Significato Velocità che una nave prende con i suoi mezzi di propulsione; impulso, spinta
Etimologia dal provenzale s’abrivar ‘slanciarsi, mettersi in movimento’, derivato del gallico *brīgos ‘forza’.
- «Ormai ha preso l'abbrivo, non lo fermi più.»
Parola pubblicata il 02 Settembre 2026 • di Giorgio Moretti
Muoversi è una questione fisicamente complessa — un grande gioco di forze contrapposte, attriti, inerzie, con masse proprie e aggiunte. Questa parola, portandoci in acqua, ce lo mostra in maniera speciale: prendere a muoversi, in acqua, è molto diverso rispetto al prendere a muoversi sulla terraferma. Anzi, fuor d'acqua non ci sovviene quasi l'immagine della presa di movimento resa in modo così brillante dall'abbrivo.
Cerchiamo di porla in termini semplici — per fini squisitamente linguistici. Tutti i corpi in stato di quiete si oppongono alle forze che vogliano muoverli (comprensibilmente, anche io quando son tranquillo mi oppongo).
Se voglio spostare una slitta, dovrò impormi sulla sua massa inerziale e sull'attrito col terreno (che però permette anche a me che spingo di esercitare meglio la mia forza). Ma c'è un altro fattore, che a terra è trascurabile: devo anche spostare un certo volume d'aria intorno alla slitta.
Se voglio spostare una barca a forza di remi non c'è l'attrito con il terreno, nel bene e nel male; è immersa in un fluido molto più viscoso e pesante dell'aria — e soprattutto dovrò accelerarne anche un bel po', d'acqua intorno, per poter iniziare a muovermi.
Potrebbe certo essere spiegata meglio, ma è grossomodo per questo che le partenze in acqua hanno una tale inevitabile sensazione di fatica, di momentanea corsa sul posto, e per questo avere una parola che ci colga questa presa di movimento — che peraltro poi è anche conservazione di movimento — è molto interessante.
Togliamo dal tavolo la questione ortografica. Si direbbe e scriverebbe abbrivo, ma si è via via affermata la forma abbrivio (registrata come variante sui dizionari almeno da sessant'anni). Al solito la domanda non è «come si deve scrivere?» ma «che succede se scrivo così?»: se scelgo abbrivo sono più ricercato, rigoroso e raffinato; se scelgo abbrivio sono più accessibile, affabile e amichevole. Nell'affermazione di questa seconda forma può entrarci una sovrapposizione con avvio, ma ho idea possa averci messo lo zampino anche il mero suono: abbrivo è un po' mozzo, per indicare questa sforzata continuità di accelerazione e decelerazione; abbrivio è più disteso e consono.
In ogni caso, l'abbrivo prende abbrivo affacciato sul tratto fra il Mar Ligure e la Costa Azzurra. Il provenzale s'abrivar è un 'mettersi in movimento' che deriva dal gallico *brīgos 'forza, vivacità' (forse proprio con una mediazione dei dialetti liguri, segnala Nocentini), da cui peraltro la briga e il brigare, e perfino il brio, che però fa un passaggio in spagnolo. L'immagine è un'immagine di slancio particolarmente gagliardo e poderoso — quanto sa essere quello impresso da vele gonfie e schiene curve.
Perché in sé lo slancio può essere poco massiccio, anzi può essere perfino fatuo, e può spengersi in maniera volatile. La foga è esplosiva, non parte lentamente, e per quanto ardente, scervellata com'è, può venir meno altrettanto in fretta. Abbiamo l'impeto, che certo è più massiccio ma che non arriva alla corposità inerziale dell'abbrivo. Anche l'avvio o la spinta fotografano il momento d'inizio. L'abbrivo arriva oltre.
Più vicino avremmo il bellissimo aire, che ottiene qualcosa di analogo, il prendere movimento con una certa proiezione nella sua conservazione, e però in un a-andare arioso.
Quindi be', posso parlare della barca che staccandosi dal molo prende abbrivo fin quasi a volare sui flutti, ma cogliendo i tratti di questa dinamica posso anche parlare di come i cavatori diano l'abbrivo al blocco di roccia, così da farlo rotolare a fondovalle; di noi che senza contare l'abbrivo preso dal carretto carico di legna lo facciamo schiantare sull'auto, o di come abbiamo preso l'abbrivo a studiare una certa disciplina non amichevole, o dell'abbrivo che dopo qualche gessosità ha preso una conversazione.
Una parola inerziale di massa, di corpo, di fatica, di proiezione e di brioso movimento. Ingredienti piuttosto rari, da trovare tutti insieme.