Codino
co-dì-no
Significato Piccola coda, specie di capelli; che (o chi) si dimostra reazionario, retrogrado, specie in politica
Etimologia diminutivo di coda, derivato dal latino cauda; nel senso di ‘reazionario’ dalla parrucca a coda portata dai nobili prima della Rivoluzione francese e divenuta segno dei reazionari durante la Restaurazione.
- «A sentire i nipoti, il nonno è un codino; a sentire lui, sono loro a non rispettare più niente.»
Parola pubblicata il 24 Giugno 2026 • di Giorgio Moretti
La politica occupa molte teste, ma in certe fasi storiche proprio ciò che si portava in testa era già un segno politico. Dare del codino a qualcuno, ancora oggi, vuol dire dargli del reazionario, del retrogrado; ma per capire bene perché, e con quale effetto, bisogna guardare certe nuche settecentesche
.Il codino, diminutivo di coda, era la treccia con cui i gentiluomini d'Europa, incipriati e imparruccati, si raccoglievano i capelli dietro la nuca, fermandoli con un nastro. Era un segno del bel mondo, dell'aristocrazia, del secolo delle corti. Poi arrivò la Rivoluzione francese, e con essa una moda nuova: i capelli corti, naturali, con qualche suggestione romana — la testa del cittadino contro la parrucca del nobile. Tagliarsi il codino diventò un gesto politico; tenerlo, un altro.
Perché chi continuava a portarlo, dopo, lo faceva per ostentazione: restava fedele al vecchio mondo, al trono. Così, lungo l'Ottocento della Restaurazione e poi del Risorgimento, codino smise di indicare solo un'acconciatura e prese ad abbracciare un'idea: il nostalgico dell'antico regime, l'avversario di ogni novità. La parola si fa aggettivo e sostantivo — una mentalità codina, un codino al governo — e si carica di disprezzo. Fa una certa impressione che un'intera visione del mondo — la diffidenza per il nuovo, la fedeltà a ciò che fu — sia finita appesa a un ciuffo di capelli annodati.
Fra i molti modi di dire la chiusura al nuovo, il codino ha un timbro speciale. Il reazionario ha un'energia spesso violenta, vuole rispondere e smontare ciò che è stato fatto; il conservatore desidera soltanto che nulla cambi; il retrogrado è rimasto indietro convintamente ma senza quasi accorgersene; l'oscurantista teme la luce del sapere; il passatista coltiva la nostalgia come programma. Il codino, rispetto a tutti, porta cucita addosso un'epoca precisa: è un termine squisito, che sa di cipria e di corti rovesciate. È il reazionario in costume, che rimpiange un mondo intero.
E così posso parlare del nonno codino che a tavola, come sempre, tratteggia le meraviglie dei bei tempi andati; del commento che bolla come codina una riforma che per altri è timida; del professore rigoroso che ha la fama, forse meritata, di codino.
Il codino, come acconciatura, è difficile da vedere in giro; ma nel biasimo dotto può fare ancora capolino dalla nuca della Storia.