derivato di nerbo, dal latino nervus tendine, muscolo.
Una parola di importanza straordinaria; infatti, contrariamente alla più consueta prospettiva, descrive il muscoloso senza implicazioni estetiche, ma marcando la sua possanza, e anche il suo essere rude; etimologicamente, questa parola ci dipinge con vivacità i fasci di muscoli e tendini di cui è dotato il nerboruto, il suo nerbo muscolare.
Può essere nerboruta la governante che sposta da sola armadi di rovere massiccio; nerboruti i minacciosi lacché del piccolo capobanda; e la donzella che sviene può essere subito sostenuta dalle braccia nerborute di un soccorritore.
Infine, va notata la sfumatura garbatamente ironica di questa parola - propria di ogni concetto rude nominato con un registro alto.
Una parola di importanza straordinaria; infatti, contrariamente alla più consueta prospettiva, descrive il muscoloso senza implicazioni estetiche, ma marcando la sua possanza, e anche il suo essere rude; etimologicamente, questa parola ci dipinge con vivacità i fasci di muscoli e tendini di cui è dotato il nerboruto, il suo nerbo muscolare.
Può essere nerboruta la governante che sposta da sola armadi di rovere massiccio; nerboruti i minacciosi lacché del piccolo capobanda; e la donzella che sviene può essere subito sostenuta dalle braccia nerborute di un soccorritore.
Infine, va notata la sfumatura garbatamente ironica di questa parola - propria di ogni concetto rude nominato con un registro alto.