Scostante
sco-stàn-te
Significato Che allontana, burbero, antipatico
Etimologia propriamente participio presente di scostare, derivato di costa con prefisso negativo s-.
- «È tanto attraente anche perché è tanto scostante.»
Parola pubblicata il 29 Aprile 2026 • di Giorgio Moretti
Restiamo aderenti a ciò che emerge con evidenza, senza catapultarci al burbero e all'arcigno: lo scostante scosta. E lo scostare, che è? Dobbiamo tirare in ballo la costa — elemento non banale.
Già perché per noi, nell'uso, la costa è innanzitutto quella liminare fra terra e mare. E poi quella di sedano o di bietola, indi quella (quelle) di velluti esistenzialisti. Ma la costa è innanzitutto quella del costato, della costola (dalla cui forma a linea bombata, quelle di sedano e velluti). Non è propriamente il fianco,: il fianco è già indietro, meno presente alla nostra attenzione. La. costa ha una lateralità che è pienamente considerata, che abbiamo costantemente presente come nostro confine. Se in piedi dovessimo delimitare un 'me', non sarebbe peregrino se portassimo le mani alle costole. Così, ancora una volta, usiamo meravigliosamente il nostro corpo umano per chiamare gli elementi geografici del mondo — per il limite fra terra e mare, ma pensiamo anche al limite che definisce la collina, che può essere fianco ma può essere costa, tanto che camminiamo sul sentiero panoramico a mezza costa. Mi viene in mente (come sempre in questi casi) Meriggio di D'Annunzio
Ad ogni modo lo scostare è propriamente allontanare dalla costa, da un confine essenziale — che sia di persona o di cosa. Scostando le tende ne allontano un lembo dal margine che chiudeva, se scosti un tavolo dal muro lo separi rendendo al muro quella distanza che lo salverà dal venir segnato, e se ti scosti per far passare una persona con un vassoio fitto di bicchieri, allora frammetti spazio quanto basta. Non è un allontanare grosso, lo scostare; è più un distaccare, un disgiungere misurato e discreto, secondo necessità. E arriviamo così allo scostante.
Premettiamo che siamo faccia a faccia con un ganglio, uno dei più grandi peccati riconosciuti dalla lingua, che per questa cosa qui ha più nomi di quanti ne abbiano i diavoli dell'inferno. Se c'è un bene — ci rappresenta la lingua — è essere affabili, conviviali, buontemponi e degagé, se c'è un male, è essere... burberi, scontrosi, arcigni, scorbutici, sgarbati, selvatici, antipatici, orsi, aspri, intrattabili, indisponenti, lunatici, altezzosi e vastamente via annoverando.
Nessuna di queste qualità è sovrapponibile con un'altra: ciascuna ha una cifra unica, essenziale e determinante nella descrizione di gente che non mostra la basilare disposizione al rapporto umano gradevole. Parafrasando quell'incipit di Tolstoj, «Tutte le parole positive si somigliano, ogni parola negativa è negativa a modo suo». E lo scostante ci si presenta come osservazione particolarmente... saggia, e con i piedi per terra.
Non adotta, indignato, le categorie della cortesia, non ridicolizza con metafore e trovate fonosimboliche, e nemmeno sta sul vago, fondandosi sull'impressione impalpabile o sull'attributo generico. Fotografa precisamente l'iterazione di uno scostare, e quindi di un distanziare gli altri.
Sa essere anche solo una circostanza: non è essenziale come l'arcigno (che è severo e brusco fuori senza nascondere dentro alcun cuore d'oro). E possiamo essere scostanti per orgogliosa supponenza, per naturale antipatia, ma anche perché un pensiero ci ha rannuvolato.
È una parola estremamente interessante perché non è sentenziosa — pensiamo a quanto lo sia l'altezzoso, o l'indisponente, o l'antipatico. Nota, e notando apre subito un interrogativo: la qualità dello scostante dà facilmente l'impressione di non dirla tutta, suggerisce una via d'indagine. Posso parlare del fabbro che per telefono è scontante e che di persona ritroviamo invece affabile, dell'amica che si è invaghita di un tipo a cui però risponde sempre in maniera scostante, della risposta scostante di un genitore, che ci fa temere un disinteresse.
Nonostante l'affollamento della sfera semantica, riesce a spiccare.