Sfarzo
sfàr-zo
Significato Grande sfoggio di ricchezze, lusso appariscente
Etimologia dal napoletano sfarzo ‘vanto’, derivato dallo spagnolo disfraz ‘abito per mascherarsi’, da disfrazar ‘mascherarsi’, in origine ‘depistare’, derivato di freza ‘traccia, pista’ col prefisso separativo dis-.
- «Un ricevimento allestito con uno sfarzo che metteva a disagio metà degli invitati.»
Parola pubblicata il 28 Agosto 2026 • di Giorgio Moretti
C'è qualcosa di ambiguo e obliquo nella ricchezza, che si nota nel peculiare intreccio dei significati di ricchezza e di sfoggio di ricchezza. Dal lusso al fasto, dalla sontuosità alla pompa, non si evita un profilo celebrativo. Ma lo sfarzo imposta il discorso con una schiettezza cruda e splendida.
Lo sfarzo è precipuamente un vistoso sfoggio di ricchezza. Si afferma nella lingua nazionale a partire dal napoletano, che ha colto molte parole dallo spagnolo (e osservato da vicino anche certe realtà delle corti spagnole). Il germe dello sfoggio origina in maniera curiosa dal costume, dall'abito per mascherarsi — che ha una complessità concettuale notevole. Infatti da un lato deve avere un tratto di esagerazione e stravaganza, dall'altro dissimula, copre. In effetti attua un vero e proprio depistaggio — che è proprio il senso originale del disfrazar spagnolo. Possiamo continuare dicendo che il freza da cui probabilmente deriva è parente del fregare, ma nel senso che è una traccia battuta, lasciata, che col prefisso dis- svia.
Cerchiamo di concepire le implicazioni che questo ha sullo sfarzo. Una mascherata di lusso. Però — anteponiamo l'obiezione — lo sfarzo è anche ricchezza vera: pensiamo allo sfarzo della corte di Versailles, allo sfarzo di un reliquiario, allo sfarzo di un matrimonio fra capocce coronate. Non parliamo sempre e solo di facciate di ricchezza, che sotto alla patina da video hanno cloache di debiti. È una concezione generale che abbiamo della ricchezza ostentata, del vanto — letteralmente vano, vuoto.
Il fasto, anche grazie a un minor nitore d'immagine, riesce ad essere più glorioso e autentico, pur se superbo, e con una crepa di decadenza; il lusso è esagerato, letteralmente lussato, ma può fare qualche salto figurato ed essere di gran sostanza (come quando ci permettiamo il lusso di staccare il telefono). Lo sfarzo decide di giocarsela tutta sulla falsità, diventa il campione che batte le nocche su ogni ostentazione, e a prescindere la legge come un depistaggio e una carnevalata, che vela qualcosa di osceno. Una lettura radicale e avvertita.
Così posso parlare dello sfarzo della festa voluta dall'amministrazione per rilanciare la propria immagine, dello sfarzo di un ricevimento che intende lusingare, dello sfarzo di navi inarrivabili e che però vogliono farsi sognare.
Insomma, un'altra declinazione dell'idea di maschera.