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Leopardi spiega parole

Leopardi spiega parole

con Andrea Maltoni
dal 7 marzo 2022 al 1 maggio 2023

Giacomo Leopardi non è stato solo un grande poeta, ma anche un linguista di rilievo. In particolare, è stato il letterato italiano che più di ogni altro ha condotto una riflessione magari non sistematica, ma continua sui caratteri di un gran numero di parole. Insomma, nel suo Zibaldone di pensieri si trova un episodico ‘Una parola al giorno’ ante litteram.

Con questo ciclo di parole ci faremo guidare da Andrea Maltoni, dottoressa in filologia, nelle spiegazioni di parole — poeticissime o meno — su cui Giacomo Leopardi ha avuto delle osservazioni da fare.

Pubblicate in questo ciclo di parole (30)

Assenza di suoni, rumori, voci; tranquillità, quiete; lo smettere di parlare, di emettere suoni; il non farsi sentire né dare notizia di sé; condizione di oblio, dimenticanza

dal latino silentium ‘silenzio, oblio, calma, inattività, oscurità’, derivato di silère ‘essere silenzioso, stare tranquillo’.

01 mag 2023

Rosicchiare con i denti o con altri mezzi; sgranocchiare, mangiare; deteriorare, consumare a poco a poco, logorare; affliggere, tormentare, angustiare; nel linguaggio regionale, provocare dispiacere o risentimento per un insuccesso personale o per invidia

dal verbo latino ròdere ‘rosicchiare, corrodere, consumare’.

17 apr 2023

Nel mondo romano, spirito tutelare che vigilava sulla vita di ogni essere vivente, dalla nascita alla morte, o su quella di una famiglia, una città, un popolo, una nazione; per estensione, nome generico di spiriti, folletti o demoni dotati di poteri magici; talento, attitudine, disposizione naturale verso qualcosa; gradimento, gusto personale; intelligenza o facoltà creatrice straordinarie, proprie di pochi individui, e per estensione la persona che ne è dotata

dal latino genius ‘nume tutelare, divinità protettrice’, derivato di gignere ‘generare, produrre, far nascere’.

03 apr 2023

Che si estende orizzontalmente nello spazio nel senso della lunghezza; che presenta notevole distanza tra le sue due estremità; che ha una lunghezza o una durata determinate; tra due dimensioni, quella la cui estensione è maggiore; che si estende nel tempo, che dura per molto tempo; cibo o bevanda con una maggiore quantità d’acqua rispetto al normale; come preposizione, vale “rasente, accanto a”, “per tutta la lunghezza di”, “durante, nel corso di”

dall’aggettivo latino longus ‘esteso, vasto, duraturo, lontano’.

20 mar 2023

In modo effettivo, veramente, concretamente, davvero, proprio, di fatto, in effetti

avverbio formatosi dall’aggettivo effettivo che, attraverso il tardo latino effectivus ‘attivo, produttivo, pratico’, deriva dal verbo efficere ‘causare, produrre, determinare, effettuare’.

06 mar 2023

Di Dio o degli dei, che ha la natura, l’essenza della divinità, che partecipa della perfezione di Dio, ispirato o che procede da Dio; eccelso, sublime, straordinario; in letteratura, profetico, indovino

voce dotta recuperata dal latino divinus (derivato di divus ‘dio’) letteralmente ‘proprio degli dei’ ma anche ‘straordinario, sublime, meraviglioso, prodigioso’.

20 feb 2023

Provare un intenso piacere; provare grande soddisfazione e benessere per qualcosa, esultare; beneficiare di qualcosa, averne pieno uso, avere come caratteristica positiva; gustare un certo bene, materiale o spirituale; fruire di determinati benefici

dal verbo latino gaudere ‘rallegrarsi, provare gioia’.

06 feb 2023

Persona che vanta abilità e qualità che non possiede, spaccone, gradasso, sbruffone

parola composta dal tema verbale di ammazzare e dal sostantivo sette.

23 gen 2023

Assenza di luce, buio, tenebre; in senso figurato, mancanza di chiarezza, difficile intelligibilità, e ancora scarsa notorietà, mancanza di fama

dal latino obscuritas, derivato di obscurus ‘tenebroso, non chiaro, nascosto’.

09 gen 2023

Motivo architettonico a sviluppo verticale di forma lunga e stretta, generalmente sovrapposto come ornamento a campanili o simili strutture; formazione rocciosa sottile e appuntita, che si erge isolata

aferesi dell’antico italiano agùglia ‘ago, obelisco, piramide’, che probabilmente attraverso il provenzale agulha deriva dal latino acùcula, forma diminutiva di acus ‘ago, oggetto appuntito’.

26 dic 2022

Salire, arrampicarsi, inerpicarsi, salire su un pendìo ripido anche con l’aiuto delle mani

dal latino rèpere ‘strisciare, insinuarsi, avanzare lentamente’.

12 dic 2022

Mostro femminile della mitologia greca che si credeva divorasse i bambini o ne succhiasse il sangue; strega, megera; ninfa, fata

dalla voce greca Làmia “mostro che si ciba di carne umana; spauracchio per bambini”, passata attraverso il latino lamia “creatura mostruosa, strega che mangia i bambini”.

28 nov 2022

Attività economica che consiste nello scambio di merci con altre merci o con denaro; nella lingua letteraria, scambio anche in senso figurato come ‘rapporto, relazione, conversazione, dimestichezza’

dal latino commercium “traffico, scambio di beni, relazione”, composto di cum ‘con, insieme’ e merx ‘merce, mercanzia’.

14 nov 2022

Come aggettivo vale ‘solitario, isolato, abbandonato, disabitato, deserto’; come sostantivo è una variante, poco comune, di eremo

voce letteraria, forma sincopata di èremo, derivata dalla voce greca erèmos (o èremos) ‘deserto, solitario, abbandonato, privo, mancante’, attraverso la mediazione del latino tardo èremus.

31 ott 2022

Un nulla, una cosa da niente, di nessun conto

dal latino scolastico blittri, derivato a sua volta dal greco blìtyri, voce onomatopeica indeclinabile che imita il suono di uno strumento a corda, del tipo ‘dlin-dlin’ o ‘blin-blin’; per questo, utilizzata anche nel senso di “parola senza senso”, in quanto priva di contenuto semantico.

03 ott 2022

Abbrustolire, arrostire, sbruciacchiare, rendere arsiccio, seccarsi

dall’aggettivo arsiccio, che vale come ‘sbruciacchiato, mezzo bruciato’, derivato a sua volta, tramite suffisso alterativo, da arso.

19 set 2022

Alimentazione basata sull’uso quasi esclusivo di un unico alimento o di un solo gruppo di alimenti

dal greco monophaghìa ‘il mangiare da solo’, composto da mònos ‘solo’ e da phagìa, che indica l’atto del mangiare (phàghein).

05 set 2022

Lettino per neonati di forma concava o dotato di sponde protettive, generalmente costruito in modo da poter oscillare favorendo il sonno; in senso figurato può indicare i primi anni dell’infanzia oppure il luogo di origine e di sviluppo di qualcosa

dal latino tardo cunula, diminutivo di cuna ‘culla, nido’.

22 ago 2022

Che presenta grande distanza tra la superficie e il fondo (in senso verticale); che si estende notevolmente verso l’interno (in senso orizzontale); in senso figurato vale accentuato, penetrante, intenso, assoluto, vasto

dall’aggettivo latino profundus, formato dal prefisso pro- (‘avanti’), con valore intensivo, e dal sostantivo fundus, ‘fondo, base’.

08 ago 2022

Staccarsi dal suolo con slancio, rimanendo per qualche istante sospesi in aria con entrambi i piedi (o tutte le zampe) sollevati; spostarsi con balzo in avanti o in altre direzioni; oltrepassare qualcosa per mezzo di un salto; improvviso staccarsi di qualcosa; in senso figurato, omettere, tralasciare

dal verbo latino saltare ‘danzare’, formatosi come continuativo di salire ‘saltare, balzare’.

25 lug 2022

Persona sfaccendata, oziosa, che passa le giornate bighellonando, senza concludere niente; in ornitologia, denominazione popolare di alcuni uccelli palustri appartenenti alla famiglia degli Ardeidi

parola composta dal tema verbale di perdere e dal sostantivo giorno.

11 lug 2022

Mostro leggendario, dalle caratteristiche non ben definite, appartenente alla tradizione popolare ed evocato per intimorire i bambini

di natura onomatopeica, la parola nasce come ripetizione del suono bau, voce anticamente usata per far paura ai bambini.

27 giu 2022

Che non muore, non mortale; che non avrà mai fine, eterno, imperituro

dal latino immortalis, formato dal prefisso negativo -in e l’aggettivo mortalis, ‘mortale’.

13 giu 2022

L’insieme di coloro che vivranno nei tempi futuri; i discendenti di una stirpe, di una famiglia, di un personaggio; più raramente, le epoche future, gli anni e i secoli a venire

dal latino posteritas che vale sia come ‘l’avvenire, il futuro’ che come ‘i discendenti, i posteri’, sostantivo formatosi dall’aggettivo posterus ‘seguente, successivo, futuro’.

30 mag 2022

Avere l’abitudine di, essere solito svolgere una determinata azione, tenere un certo comportamento

dal verbo latino solere, ‘essere solito’, ‘avere l’abitudine di’; riferito a persone vale anche ‘frequentare’, ‘avere dimestichezza con’.

16 mag 2022

Che non può essere revocato o annullato; che non può più ritornare

voce dotta recuperata dall’aggettivo latino irrevocabilis, negazione di revocabilis, derivato dal verbo revocare ‘richiamare’, ‘chiamare indietro’, ‘far ritornare’.

02 mag 2022

Nessuna volta, in nessun tempo, in nessun caso. 
In frasi interrogative può valere come ‘qualche volta’, ‘una volta’, mentre in quelle ipotetiche può esprimere incredulità o proporre una rara e poco probabile eventualità (“se mai vi andasse…”)

dal latino magis ‘più, ‘di più’, ‘piuttosto’.

18 apr 2022

Una delle tre dimensioni di un corpo, quella che esprime la distanza verticale tra la sua estremità inferiore e quella superiore; distanza o elevazione da terra; in senso figurato nobiltà, eccellenza

dal latino tardo altitia (variante del classico altitudo), formatosi come nome astratto dall’aggettivo altus.

04 apr 2022

Eremita, chi per motivi religiosi si ritira in un luogo remoto e isolato, vivendo in solitudine materiale e spirituale; solitario, isolato, nascosto, appartato

deformazione di eremita, voce dotta recuperata dal latino cristiano eremita, prestito dal greco eremítes, derivato di éremos ‘deserto’.

21 mar 2022

Che non è certo, chiaro, che non dà informazioni esatte e determinate; chi si esprime in modo impreciso, sfuggente

voce dotta recuperata dal latino vagus ‘vagante, errante’, in senso figurato ‘instabile, indefinito, indeterminato’.

07 mar 2022