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Paffuto

paf-fù-to

significato

Grassoccio, florido

etimologia

voce di origine fonosimbolica.

Fra le parole della nostra lingua, questa è una delle più graziose.

È una parola datata, visto che è attestata in italiano durante il XIV secolo, e curiosamente la sua origine è fonosimbolica. Questo significa che scaturisce da quel fronte della lingua da cui le parole emergono per imitazione. Ora, imitazione non è solo imitazione di suoni della natura (come accade con le onomatopee, tipo ‘belato’ o ‘bomba’), ma può essere tanto più sottile: a partire da ciò che precise combinazioni di consonanti e di vocali ispirano - per ragioni complesse e profonde che sono ganzissime ma qui non possiamo affrescare - viene plasmato un significato. Peraltro il risultato contribuirà a rafforzare l’ispirazione iniziale, ma questa è un’altra grande storia.

Il paffuto è il grassottello, il pienotto - specie inteso in maniera bonaria, se non benevola, tant’è che spesso è attributo infantile. La ‘p’ iniziale dà un senso di pienezza rotonda, le ‘f’ di morbidezza estesa, la ‘a’ comunica ampiezza, e pianamente il suffisso finale ‘-uto’ caratterizza gli aggettivi che esprimono qualità notevoli, magari eccessive (pensiamo a ‘panciuto’, ‘barbuto’). Le mollezze domestiche dell’inverno ci fanno arrivare alla primavera bianchini e paffuti, il bimbetto paffuto viene angariato dai pizzicotti compiaciuti delle zie, il cuoco paffuto ispira immediatamente fiducia, e i cuccioli paffuti rotolano gli uni sugli altri in matti giochi.

Un tono di colore davvero delicato.

Parola pubblicata il 28 marzo 2018

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