Nome comune del Canis lupus familiaris, sottospecie domestica del lupo
dal latino canem, di provenienza indoeuropea.

Gli animali sono referenti importantissimi, nella lingua: sono un tramite della narrazione della vita comunitaria, la prima popolazione del nostro immaginario, inclini all’antonomasia e calamite di pregiudizi. Insomma, nomi eloquenti su di noi.
Un lunedì ogni due Lucia Masetti affronterà un nome nuovo, dalle creature più domestiche e vicine alle più lontane ed esotiche; i suoi commenti saranno accompagnati da un’illustrazione di Andrea Masetti.
Nome comune del Canis lupus familiaris, sottospecie domestica del lupo
dal latino canem, di provenienza indoeuropea.
Nome comune del Turdus merula, appartenente alla famiglia dei Turdidi; più impropriamente attribuito al “merlo indiano” (Gracula religiosa) della famiglia degli Sturnidi
dal latino merulum, di origine indoeuropea.
Nome comune delle specie incluse nel genere Felis, di cui la più nota è il gatto domestico
dal latino tardo cattus, forse prestito di origine nordafricana.
Nome comune della famiglia dei Cuculidi, che comprende circa 150 specie, di cui la più nota è il cuculo comune europeo. Detto anche “cucco” o “cucù”
dal latino cuculus, di origine onomatopeica.
Nome comune della famiglia degli Irundinidi, di cui la specie più nota è la Hirundo rustica (rondine comune)
dal latino hirundinem, di origine incerta.
Nome comune dei molluschi appartenenti all’ordine Octopoda, noti anche come piovre o (più impropriamente) polipi
dal latino polypus, a sua volta dal greco polypus, ‘dai molti piedi’.
Nome comune dei crostacei che appartengono all’infraordine Brachyura
dalla voce ricostruita del latino volgare cranculum, diminutivo di cancrum, ‘granchio, gambero’ e ‘cancro’.
Nome comune della specie Panthera tigris, della famiglia dei felidi
dal latino tigris, a sua volta dal greco tigris, di provenienza iranica.
Nome comune di 23 specie di uccelli rapaci che si nutrono di carogne, divisi in avvoltoi del Vecchio Mondo (grifoni e gipeti) e avvoltoi del Nuovo Mondo (condor); persona avida e rapace che trae profitto dalle disgrazie altrui
dal latino vultur ‘avvoltoio’, forse derivato a sua volta da vellere ‘strappare’, e forse modificato per influsso di ‘avvolgere’ (a causa del tipico volo circolare con cui si avvicinano alla preda).
Larva di insetto; difetto (in particolare di un sistema informatico)
forse dal latino opacum, ‘oscuro’.
Nome comune delle circa 2500 specie di insetti appartenenti all’ordine dei mantodei, di cui la più celebre è la mantide europea, o religiosa
dal latino scientifico mantis, a sua volta dal greco mantis, ‘indovino’.
Nome comune di circa 6000 specie di insetti appartenenti alla famiglia dei coccinellidi, dell’ordine dei Coleotteri
dal latino scientifico coccinella, derivato da coccinus, a sua volta dal greco kokkinos, ‘scarlatto’.
Nome comune di diverse specie appartenenti alla famiglia dei cervidi, di cui la più nota è il cervo nobile
dal latino cervum, di origine indoeuropea.
Nome comune degli uccelli appartenenti alla famiglia dei Gruidi; macchina per il sollevamento e lo spostamento di carichi
dal latino gruem, onomatopeico, di origine indoeuropea.
Nome comune di due specie, Ailuropoda melanoleuca (panda gigante) e Ailurus fulgens (panda minore o panda rosso)
probabile prestito dal nepalese (nigalya) ponya, letteralmente ‘mangiatore di bambù’.
Nome comune della famiglia dei Columbidi, e in particolare della specie Columba livia (domestica e selvatica)
dal latino columbum, di origine indoeuropea.
Nome comune degli uccelli della famiglia dei Trogloditi, di cui la specie più diffusa in Europa è lo scricciolo comune (Troglodytes troglodytes)
nome di origine onomatopeica.
Nome comune del genere Meleagris, che comprende due specie: il tacchino selvatico e il tacchino ocellato
diminutivo del toscano tacco, di origine onomatopeica (tac-tac).
Una delle forme, insieme al polipo, in cui possono presentarsi alcune specie di Cnidari o Celenterati
voce dotta recuperata dal latino Medusa, prestito dal greco Medousa, propriamente ‘la dominante’, in quanto participio presente femminile di médein ‘signoreggiare, regolare’.
Nome comune dell’ordine dei blattoidei, che comprende oltre 4 000 specie
da una variante osca del latino scarabaeus, “scarabeo”.
Nome comune dell’ordine dei chirotteri, che include più di 1000 specie
dal latino vespertillum, derivato da vesper, sera.
Nome comune degli uccelli appartenenti alla famiglia degli sfeniscidi, di cui il pinguino imperatore è la specie più nota
forse dal bretone pennguenn, letteralmente “testa bianca”, attraverso la mediazione dell’inglese e poi del francese.
Nome comune della specie Corvus corone, appartenente alla famiglia dei corvidi
dal latino cornicula, diminutivo di cornix, ‘cornacchia’, da una radice indoeuropea di probabile origine onomatopeica.
Uccello del genere Ciconia, famiglia dei Ciconidi, ordine dei Ciconiformi. Si divide in sette specie, di cui la più nota è la cicogna bianca
dal latino ciconiam, derivato da canere, cantare.
Uccello appartenente alla famiglia dei fasianidi e al genere pavo, che comprende due specie: pavone blu (o indiano) e pavone verde
dal latino pavonem, prestito orientale di ignota origine.
Nome comune di circa 60 specie della famiglia dei macropodidi, di cui la più nota è il canguro rosso
dall’inglese kangaroo, prestito dal termine aborigeno gangurru, del popolo Guugu Yimidhirr originario del Queensland.
Nome comune del genere Cygnus, che include sei specie
dal latino cygnus, a sua volta dal greco kýknos.
Nome comune di diverse specie di uccelli rapaci, appartenenti alla famiglia Accipitridae
dal latino aquila, di origine incerta.
Mammifero erbivoro africano, della famiglia Hippopotamidae che conta solo due specie: l’ippopotamo comune e quello pigmeo
dal latino hippopotamus, a sua volta dal greco hippopotamos, composto da hippos, cavallo, e potamos, fiume.
Nome comune di diversi insetti appartenenti all’ordine degli ortotteri e propriamente solo alla famiglia dei grillidi (anche se il nome è esteso spesso a tutto l’ordine)
dal latino grillum, di origine onomatopeica.
Nome comune di un centinaio di specie della famiglia degli Alcedinidi, di cui la più nota è il martin pescatore europeo o alcione
dal nome proprio Martino, a sua volta dal latino Martinus, ossia consacrato a Marte; dal latino piscatorem, derivato di piscis, pesce.
Nome comune di diverse specie appartenenti alla famiglia degli Ursidi
dal latino ursum, di origine indoeuropea.
Nome comune dei gasteropodi dell’ordine Stylommatophora, caratterizzati da un guscio a spirale; carattere tipografico usato soprattutto in ambito informatico
dal latino cochlea, con suffisso diminutivo, a sua volta dal greco kokhlias, ‘chiocciola’, derivato di konkhe, ‘conchiglia’.
Nome comune della Musca domestica e per estensione degli insetti appartenenti all’ordine dei ditteri, che comprende circa 120.000 specie
dal latino muscam, di provenienza indoeuropea.
Nome comune di diverse specie appartenenti alla famiglia degli Sciuridi, di cui le più famose sono lo scoiattolo rosso (europeo) e lo scoiattolo grigio (americano)
diminutivo del latino volgare scuriolum, a sua volta diminutivo di sciurus, derivato dal greco skíuros che si compone di skia, ‘ombra’, e ura, ‘coda’.
Nome comune di diverse specie appartenenti alla famiglia degli Anatidi, la maggior parte delle quali comprese nella sottofamiglia Anserinae
dal latino tardo aucam, derivato di avis, uccello.
Nome generico della famiglia dei formicidi, che comprende circa 15.000 specie e appartiene, insieme alle vespe, alla superfamiglia vespoidea. Da non confondere con le termiti, che sono invece apparentate alle blatte
dal latino formicam, di origine indoeuropea.
Anfibio dell’ordine degli anuri. Nel lessico scientifico il nome è riservato alla famiglia dei ranidi; nel lessico comune può applicarsi a varie specie di diverse famiglie, accomunate dall’habitat acquatico
dal latino ranam, di origine onomatopeica.
Nome comune di una trentina di specie della famiglia dei leporidi, di cui la più nota è il coniglio europeo. In genere sono detti “conigli” i membri di tutti i generi compresi in questa famiglia, tranne il genere lepus (le lepri)
dal latino cuniculum, ‘coniglio’ o ‘galleria sotterranea’, da cui anche cunicolo.
Mammifero appartenente al genere camelus, suddiviso in due specie: il cammello propriamente detto (Camelus bactrianus) e il dromedario (Camelus dromedarius)
dal latino camelus, a sua volta dal greco kamelos, prestito dall’ebraico gamal, “cammello”.
Mammifero appartenente al genere equus, della famiglia degli equidi
dal latino caballus, cavallo da lavoro, probabile prestito da una lingua sconosciuta.
Nome comune della specie Panthera leo, della famiglia dei felidi
dal latino leo, leōnis, a sua volta dal greco léōn, léontos, prestito da una lingua imprecisata del Vicino Oriente.
Mammifero roditore della famiglia dei muridi e del genere mus, distinto dal ratto che appartiene alla stessa famiglia ma al genere rattus. È detto anche sorcio
dal tardo latino talpum, derivato da talpam, talpa.
Parte metallica, sottile e tagliente, di un utensile o di un’arma. Terreno basso, paludoso o franoso. Monaco buddista tibetano. Mammifero originario delle Ande, della famiglia dei Camelidi
nel primo significato dal latino laminam, “lastra di metallo”, nel secondo dal latino lamam, “palude”, nel terzo dal tibetano blama, “maestro”, nel quarto dal quechua lama, passando attraverso lo spagnolo llama.
Nome comune dei Lepidotteri, che comprendono più di 158.000 specie
dalla sequenza onomatopeica far-far, che riproduce il battito delle ali.
Nome comune degli aracnidi appartenenti all’ordine degli Aranei, che include più di 40.000 specie
dal latino araneum, a sua volta probabile prestito dal greco arákhne.
Mammifero del genere ‘Ovis’, che comprende sette specie di cui la più nota è la pecora domestica
dal latino pecora, forma neutra plurale di pecus, bestiame, reinterpretato come femminile singolare e perciò passato a indicare l’animale singolo.
Mammifero proboscidato della famiglia Elephantidae, che comprende due specie principali: l’asiatica e l’africana
dal latino elephantem, a sua volta dal greco elephantos.
Vertebrato acquatico a sangue freddo, dotato di pinne e branchie
dal latino piscis.
Femmina del pollo domestico, appartenente al genere gallus
dal latino gallinam, derivato da gallus, di origine incerta.
Nome comune degli Erinaceini, mammiferi insettivori dotati di aculei, e per estensione degli echinodermi marini detti ricci di mare. Come aggettivo, applicato anzitutto ai capelli: di forma ritorta, ad anello
dal latino ericius, riferito solo all’animale; il secondo significato deriva dal primo per estensione metaforica.
Insetto dell’ordine imenotteri, famiglia apidi, genere apis; l’ape europea è la più nota tra le 27 specie comprese nel genere
dal latino apis, da cui anche il più raro sinonimo ‘pecchia’.
Nome comune della maggior parte dei mammiferi appartenenti all’ordine dei primati, che conta circa 500 specie diverse
dal latino simia, derivato da simus, “camuso” (a sua volta dal greco simós), per via del naso più schiacciato rispetto a quello umano.
In senso stretto, maschio castrato della specie [bos taurus], della famiglia dei bovini; designa anche, più impropriamente, la specie nel suo complesso
dal latino bos, di origine indoeuropea, che in origine indicava sia il maschio castrato sia la femmina.
Nome comune dei rettili appartenenti al sottordine degli ofidi, caratterizzati dalla mancanza di arti
dal latino serpentem, participio presente di serpere, strisciare.
Qualsiasi mammifero di grandi dimensioni appartenente all’ordine dei cetacei, che è suddiviso in due sottordini: i Mysticeti, dotati di fanoni (le balene propriamente dette, le balenottere, le megattere) e gli Odontoceti, dotati di denti (i capodogli, le orche, i delfini)
dal latino ballaena, a sua volta dal greco phallaina.
Uccello appartenente all’ordine degli Psittaciformi, che conta circa 350 specie
dal greco bizantino papagas, derivato dall’arabo babagha, modificato per influsso di “gallo”.
Carnivoro di piccole dimensioni, appartenente alla famiglia dei mustelidi che comprende anche lontre, tassi, puzzole, visoni, furetti, ermellini, faine e martore
dal latino tardo dòmnula, diminutivo di dòmina, ‘signora’.
Carnivoro appartenente alla famiglia dei canidi e al genere [canis], che comprende anche gli sciacalli e i cani
dal latino lupus, di origine indoeuropea.
Uccello del genere Struthio, originario dell’Africa
dal latino tardo struthio, a sua volta dal greco struthos, passero, normalmente usato nella forma strouthiokamelus (passero-cammello) o strouthos megale (grande passero).
Mammifero della famiglia degli equidi, distinto in tre specie e diverse sottospecie; tra queste la più nota è l’asino domestico, sottospecie dell’asino africano, chiamato anche somaro o più famigliarmente ciuco
dal latino asinus, di origine preindoeuropea.
Mammifero carnivoro appartenente al genere ‘vulpes’, della famiglia dei canidi; il genere comprende dodici specie, di cui la più conosciuta è la volpe rossa
dal latino vulpes, di origine ignota.
Nome comune di diverse specie di rapaci notturni dell’ordine degli Strigiformi, famiglia degli Strigidi. Solitamente vengono distinti da altre specie della stessa famiglia, come civette e allocchi, da cui si differenziano in particolare per la presenza di ciuffi di piume in corrispondenza delle orecchie. A una diversa famiglia, i Titonidi, appartengono invece i barbagianni
dal latino bubo, poi gufo, di origine onomatopeica.
Nome comune delle specie di rettili inclusi nell’ordine Cheloni o Testudines; nell’uso scientifico si dà il nome di tartaruga ai Cheloni marini e quello di testuggine ai terrestri; nell’uso comune i due termini sono equivalenti
dal greco tardo tartarukos, letteralmente ‘abitante del tartaro’.
Mammifero domestico della famiglia [Suidae], detto anche porco o suino, appartenente alla stessa specie del cinghiale ([Sus scrofa])
dal latino maialis, probabilmente derivato dal nome della dea della primavera Maia, cui era uso sacrificarlo.
Genere di mammiferi carnivori cui appartengono il leone, la tigre, il leopardo, il giaguaro e il leopardo delle nevi. Nel linguaggio comune ‘pantera’ indica solitamente, per antonomasia, la ‘pantera nera’, termine che non definisce una specie in particolare ma include potenzialmente tutti gli esemplari melanici del genere panthera, anche se nell’immaginario tende a coincidere con il leopardo nero
dal latino panthera, a sua volta derivato dal greco panther, presumibilmente ricollegabile al sanscrito puṇḍarīka, ‘tigre’.
Ruminante appartenente alla famiglia bovidi, sottofamiglia caprini. Nell’uso comune il nome è riferito alla capra domestica, mentre in zoologia indica un genere di cui fanno parte anche la capra selvatica, il turo e lo stambecco
dal latino capra, femminile di caper, dall’etimo incerto.