Muscolo situato nel torace, propulsore del sistema della circolazione sanguigna; molti sensi figurati, tra cui il cuore come sede dei sentimenti
dal latino cor, genitivo cordis, ‘cuore’.

ūrdhvamūlam avākchākhaṃ| vṛkṣaṃ yo veda samprati |
na sa jātu janaḥ śraddadhyāt | mṛtyur mā mārayād iti ||Colui che conosce esattamente l’albero che ha le radici verso l’alto e i rami verso il basso,
quest’uomo mai deve credere che la morte lo ucciderà.Taittirīya Āraṇyaka 1.11.5
(X-VI sec. a.C., sanscrito vedico)
Le etimologie che contempliamo ci raccontano di evoluzioni nell’italiano, di gestazioni nel volgare, di contatti culturali ben leggibili, di significati nelle lingue classiche. Solo di rado, e solo in scorcio, arriviamo a considerare la storia precedente delle parole, il modo in cui continuano le parole di una protolingua antichissima.
Con Erica Fratellini e Matteo Macciò, giovani e preparatissimi esperti di indoeuropeistica, ci caleremo in parole — anche molto semplici — capaci di rivelare (a chi sappia risalire di ramo in ramo questo albero rovesciato che è la genealogia delle parole) la diramazione familiare di una comunione di significati, che se non è letteralmente prima è primordialmente ancestrale. Insomma, andremo alla scoperta delle radici indoeuropee delle nostre parole.
Ci faremo portare là dove sono nati i miti, le prime tecnologie, i nomi degli animali e delle parti del nostro corpo, là dove si pronunciavano suoni che non esistono più, là dove dietro l’avvicendamento di una vocale c’è un’intuizione unitaria. Un là che è qua, come la chioma e il ceppo sono nello stesso posto.
Muscolo situato nel torace, propulsore del sistema della circolazione sanguigna; molti sensi figurati, tra cui il cuore come sede dei sentimenti
dal latino cor, genitivo cordis, ‘cuore’.
Denaro, ricchezza
dal latino pecūnia ‘ricchezza’, derivato da pecū ‘gregge, bestiame’.
Mostro immaginario che ha la forma di un gigantesco rettile e che sputa fuoco
dal latino dracō, genitivo dracōnis, prestito dal greco δράκων drákōn, genitivo δράκοντος drákontos, ‘serpente (mostruoso), drago’.
Detentore della sovranità su di un popolo o uno stato
da latino rēx, genitivo rēgis, ‘re’.
Movimento dell’aria nell’atmosfera causato da differenze di pressione
dal latino ventus ‘vento’.
Ciascuno degli elementi che formano la struttura dura della bocca, usati per mordere e masticare
dal latino dēns, dentis ‘dente’.
Parte di un meccanismo, di regola circolare, che gira attorno al proprio asse
dal latino rota ‘ruota’.
Generato in uno stesso parto con uno o più fratelli o sorelle; di cose estremamente simili, che possono costituire una coppia
dal latino gemellus, diminutivo di geminus ‘gemello’.
Titolo sacerdotale nella Roma antica, poi assunto dal Vescovo di Roma
dal latino pontifex, genitivo pontificis.
Essere supremo o uno degli esseri supremi oggetto di culto religioso
dal latino deus ‘dio’.
Genitore maschio
dal latino pater (genitivo patris) ‘padre’.
La parte estrema degli arti inferiori
dal latino pēs, genitivo pedis ‘piede’.
Di fuoco, relativo al fuoco, simile al fuoco
latino igneus ‘relativo al fuoco’, aggettivo derivato di ignis ‘fuoco’.
‘Successione di istanti in cui avvengono gli eventi; momento del passato, presente o futuro; condizione meteorologica’
dal latino tempus, genitivo temporis, ‘tempo’.
‘Che sa, che ha grande cultura’ (in italiano antico anche ‘che ha un sapore intenso, saporito’)
dal latino sapiens, genitivo sapientis, ‘assennato, sapiente’.
Relativo alla famiglia di lingue parlate dall’India all’Europa
aggettivo composto derivato da India e Europa.