Di stile o espressione, argutezza raffinata, eleganza scherzosa; facezia garbata; gaiezza in compagnia; grazia, eleganza
voce dotta recuperata dal latino lepos ‘grazia’.
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Di stile o espressione, argutezza raffinata, eleganza scherzosa; facezia garbata; gaiezza in compagnia; grazia, eleganza
voce dotta recuperata dal latino lepos ‘grazia’.
Di colore bianco e luminoso, lucente; innocente, sincero
voce dotta recuperata dal latino candidus ‘bianco splendente’, derivato di candère ‘splendere, brillare’.
Termine coniato dal matematico H. Minkowski nel 1908 per descrivere uno spazio a quattro dimensioni (le 3 coordinate spaziali e il tempo); ripreso poi dal filosofo M. M. Bachtin per indicare l’unità di spazio e tempo nell’ambito di una narrazione. [In un conio indipendente ottocentesco di Vincenzo Gioberti, sempre in ambito filosofico, unità metafisica di spazio e tempo.]
composto delle parole greche chronos, ‘tempo’, e topos ‘luogo’.
Gruppo di note (secondo alcuni studiosi, più di cinque-sei) cantate su una sola sillaba; fioritura melodica
dal greco mélisma ‘musica, canto, melodia’, derivato dal verbo melízo ‘io canto’.
Donna vecchia, brutta, sguaiata, vistosa
di etimo dibattuto; forse da un riferimento al rione veneziano di Ca’ Rampani incrociato con un precedente caràmpia ‘vecchia’, di origine incerta.
Rivoluzionario in generale; più in particolare che aderisce al gruppo politico parigino antimonarchico dei giacobini, formatosi nel 1789; chi sostiene idee estremiste con faziosità
dal francese jacobin, derivato dal latino medievale Jacobus, a sua volta dall’ebraico Ya’akob, nome del patriarca biblico Giacobbe.
Storicamente, opera di fortificazione avanzata; figuratamente, difesa, baluardo
voce dotta recuperata dal latino propugnàculum, da propugnare.
Nome costituito da una o più lettere iniziali (o finali) di una o più parole
composto dagli elementi di origine greca acro- (da ákros ‘sommo, estremo’) e -onimo (da ónoma ‘nome’).
Oscuro, enigmatico
voce dotta recuperata dal latino tardo crypticus, ‘nascosto, sotterraneo’, dal greco kryptikós ‘atto a nascondere’, da kryptós ‘nascosto, occultato’, a sua volta da krýpto ‘celare, coprire, sotterrare’.
Perspicacia, acutezza mentale; meno usualmente intensità di una sensazione
voce dotta recuperata dal latino acumen, ‘punta’, derivato da acùere, ‘affilare’.
In generale, che supera, che trascende la realtà sensibile; nella filosofia successiva a Kant, che precede e ordina l’esperienza della realtà; straordinario, eccezionale, difficile
voce dotta recuperata dal dal latino medievale trascendentalis, derivato di transcendere ‘oltrepassare, salire oltre’.
Che non sa e non s’interessa di sapere quel che potrebbe o dovrebbe sapere; sciocco
voce dotta recuperata dal latino insipiens, derivato di sapiens ‘sapiente’, con prefisso in- negativo.
Coppia, dualità
voce dotta recuperata dal latino tardo dyas, prestito dal greco dyás ‘coppia, dualità’, da dýo ‘due’.
Trasmissione televisiva in cui gli spazi pubblicitari raggiungono e superano, per durata, il contenuto della trasmissione stessa
modificazione di soppopera, a sua volta contrazione di Soap Opera.
Unione, fusione; in fisica, fenomeno per cui le gocce disperse in un fluido in cui non sono miscibili tendono ad aggregarsi; in medicina saldatura, unione di margini (ad esempio di una ferita); fusione di due vocali in una vocale nuova
secondo alcuni, voce dotta recuperata dal latino coalescentia, secondo altri conio moderno — comunque derivato dal latino coalescere ‘unirsi, congiungersi’, a sua volta dal verbo alere ‘crescere’, col prefisso co-.
Imprenditore o società che pubblica libri, periodici, giornali, musica e simili
voce dotta recuperata dal latino editor, derivato da editus, participio passato di edere, derivato di dare col prefisso ex- ‘fuori’ — letteralmente ‘far uscire, emettere’.
Essere immaginario creato da J. R. R. Tolkien, appartenente a una varietà della specie umana, alto circa la metà di un uomo e caratterizzato da grossi piedi pelosi e orecchie a punta
neologismo coniato da Tolkien in Lo hobbit (1937) e reso celebre da Il signore degli anelli (1954). L’etimologia fittizia fornita dallo scrittore lo fa derivare dall’inglese antico holbytla, ‘costruttore di buchi’, a sua volta calco di kuduk dalla lingua Westron (o Ovestron), lingua corrente della Terra di Mezzo.
Musica eseguita sotto le finestre della donna amata; omaggio musicale nei confronti di un personaggio di riguardo. Genere o forma della musica cólta.
da sereno, dal latino serenus ‘sereno’ (riferito al cielo) e in senso figurato ‘calmo, tranquillo’ — forse sovrapposto a sera.