Varietà: piemontese — lato esposto a nord, a bacìo
dal latino inversu(m) ‘invertito, voltato dall’altra parte, rovesciato’.

L'italiano è solo una delle lingue d'Italia.
Carlo Zoli è ingegnere informatico che ha dedicato la vita alla documentazione e alla salvaguardia di dialetti e lingue minoritarie, e dottorando in linguistica presso le Università di Verona e Bolzano: con lui, a settimane alterne esploriamo una parola di questo patrimonio fantasmagorico e vasto, toccando parole ora arcinote ora particolarissime, dai significati ora trasparenti ora iniziatici, e cercando di delineare principi e forze delle lingue. Un viaggio di grande cabotaggio per capire il ribollire delle energie linguistiche locali.
Varietà: piemontese — lato esposto a nord, a bacìo
dal latino inversu(m) ‘invertito, voltato dall’altra parte, rovesciato’.
Varietà: lombardo occidentale — propriamente San Michele, ma per traslato ‘trasloco’, in particolare nell’espressione «fà sanmichée» ‘traslocare’
dal latino sanctus ‘santo’ e Michael, che è dall’ebraico Mîkhā’ēl ‘chi è come Dio?’, tradotto tradizionalmente in latino con la formula “Quis ut Deus?”.
Varietà: calabrese cosentino — Come epiteto, pignolo incontentabile
composto dal latino bŭcca (letteralmente ‘guancia’, poi ‘bocca’) e dal germanico rihhi ‘potente, ricco’.
Varietà: romanesco (almeno da inizio ‘800) — In gamba, bello, attraente, che funziona bene
dall’italiano efficace, storpiato in bocca popolare. A sua volta la forma italiana è una voce dotta recuperata dal latino efficace(m) ‘capace di produrre un effetto’.
Varietà: fiorentino — Incontentabile, a cui non va bene nulla, specie nel mangiare
da stucchevole: colui che trova tutto ‘stucchevole’; a sua volta da longobardo stuhi ‘stucco’, cioè che riempie, per traslato ‘fino alla nausea’.
Varietà: dialetto di Pàvana (Sambuca Pistoiese PT) — Accorgersi
dal latino advertĕre, con cambio di coniugazione.
Varietà: occitano alpino — Letteralmente ‘sciupa-frittate’, offesa bonaria per ‘buono a nulla’, ‘perditempo’, ‘inconcludente’
dal latino ex-ancare (anca è derivato dal germanico *hanka gamba, coscia) — come sciancato, nel senso di ‘con un’anca slogata, fuori posto’ — composto con un derivato del latino frīgĕre ‘friggere’, da cui anche frittata.
Varietà: dialetto ascolano — Compare, cioè padrino di battesimo o di cresima del proprio figlio; poi, semplicemente ‘compaesano’, ‘amico’
dal latino ecclesiastico compătre(m) ‘padrino’, derivato di păter ‘padre’ col prefisso co(n)-.
Pane — Varietà linguistica: marchigiano di Filottrano (Ancona)
dal latino pane(m), di genere maschile; nel latino popolare di epoca più tarda si è probabilmente affermata la forma pane con genere neutro.
Varietà: francoprovenzale del Piemonte (var. di Coazze) — Estate
dal latino aestate(m).
Varietà linguistica: dialetto marchigiano centrale (loc. Montecarotto) — Ape, insetto della specie Apis mellifera
dal latino apis, con agglutinazione dell’articolo e cambio di genere.
Varietà: occitano alpino — donna, moglie, femmina. (Grafia ‘Escòlo dou Pò’. In grafia classica normalizzata si scrive ‘frema’.)
dal latino femina.
Varietà: lombardo — gibigiana, cioè gioco di luce, riflesso cangiante
dal milanese giobigiana, con lo stesso significato.
Varietà linguistica: dialetto lombardo di Pavia — Balenare, lampeggiare
dal latino delphinare ‘andare a zigzag’, ‘apparire e scomparire fulmineamente’.
Lingua: catalano di alghero — Tempo
derivato dal latino tempus, con mantenimento della ‘-s’ finale anche al singolare.
Varietà linguistica: friulano — Parlare
dal latino fabulare.
Varietà linguistica: francoprovenzale di Faeto (FG) — Sorella
derivato dal latino sorella, diminutivo del latino volgare sora, per il classico soror.
Varietà linguistica: salentino — Domani
dal latino cras.
Appartenente alla lingua d’òc, detta anche ‘lingua provenzale’
da òc, nel significato di ‘sì’ affermativo, a sua volta dal latino hoc ‘(è proprio) questo (quello che dici)’.
Varietà linguistica: piemontese — Spazzatura, immondizia
etimo non del tutto chiaro, probabilmente derivato dal minuties, ‘piccoli frammenti’.
Varietà linguistica: napoletano — Ragazzo, garzone
etimo incerto, probabilmente da francese antico guagnor, in origine ‘lavoratore a giornata’.
Varietà linguistica: fiorentino — bel risultato, ottenuto con fortuna e abilità
da ‘giacchio’, tipo di rete da pesca; a sua volta legato al latino eiaculare ‘gettare in avanti con forza’, da iaculàri ‘scagliare’, (a sua volta derivato di iàcere ‘gettare’) con prefisso e(x)- ‘fuori’.
Varietà linguistica: sardo — settembre
dal latino caput anni, la testa, cioè l’inizio dell’anno.
Varietà linguistica: gallurese — cuscino, in particolare per dormire
dall’aggettivo latino capitalis, ‘per la testa’.
Varietà linguistica: genovese tabarchino — babbeo, stupido, buono a nulla
da arabo dialettale tunisino bakkush, propriamente ‘muto’ (il passaggio da ‘muto’ a ‘sciocco’ è frequentissimo, vedi l’inglese ‘dumb’).
Varietà linguistica: siciliano — Cuore
dal latino cŏr, con lo stesso significato .
Varietà linguistica: emiliano-romagnolo — Ospedale
dal latino hospitale(m), aggettivo di hospes ‘ospite’, in origine ‘stanza degli ospiti, albergo’, poi genericamente ‘ricovero’, e infine ‘ricovero per ammalati’.
Varietà linguistica: genovese — Cavo
dal latino caput in origine ‘capo, testa’, poi ‘estremità’, e poi ‘estremità della corda’ e infine ‘corda, cordone’.
Varietà linguistica: dialetto di Mosogno, località del Canton Ticino nella Svizzera italiana (valle Onsernone) — Culo
dal latino culus ‘culo’.
Varietà linguistica: sardo — ‘Io’
dal latino ego ‘io’.
Varietà linguistica: dialetti emiliani e romagnoli — Pidocchio
dal latino pedùculum, pedìculus nel latino classico.
Varietà linguistica: genovese — Preservativo
etimo incerto; probabilmente dall’inglese condom, a sua volta dall’italiano guanto(ne), a sua volta da germanico want con suffisso accrescitivo.
Varietà linguistica: napoletano — Occhiali
dal latino lens ‘lenticchia’, poi ‘lente di ingrandimento’ e infine ‘occhiali’.
Varietà linguistica: SICILIANO — termine volgare per ‘pene’, o per esprimere stupore e ammirazione, o con valore rafforzativo
dal latino méntula, nome volgare dell’organo sessuale maschile.
Varietà linguistica: friulano — ‘formaggio’
dal latino tardo formaticum ‘ciò che si mette in forma’, da forma.
Varietà linguistica: emiliano-romagnolo — ‘non’, ‘nient’affatto’, propriamente ‘briciola’
la stessa dell’italiano bricia (il cui diminutivo in italiano è briciola: da briciare ‘spezzare, rompere’, che giunge attraverso l’ipotetica voce del latino parlato brisiare col medesimo significato, la quale ha una probabile origine celtica.
Varietà linguistica: napoletano — Svegliare
dal latino excitàre.
Varietà linguistica: cimbro (Provincia di Trento, Verona e Vicenza) — Italiano
dall’antico alto tedesco walhisk che è dalla radice germanica ricostruita come walhiska-, probabilmente nome di una tribù celtica, passato poi a significare ‘straniero’.
Varietà linguistica: barese — Pèsca
latino praecoqŭus, variante di praecox ‘precoce, primaticcio’.
Varietà linguistica: sardo — Casa
dal latino domo ‘a casa’, ablativo di domus ‘casa’.
Varietà linguistica: ladino dolomitico — Nome della lingua parlata in alcune valli dolomitiche; nome degli abitanti di quelle stesse valli. In certe aree dove si parla ladino ‘ladin’ significa anche ‘facile, scorrevole’
dal latino latinus, originariamente con il significato di ‘appartenente al Lazio’; nome della lingua parlata a Roma e poi in tutto l’impero romano.