Essere religiosamente devoto, riverire, onorare, ossequiare religiosamente
voce dotta recuperata dal latino venerare, ‘domandare una grazia agli dèi’, da Venus, nome latino della dea Venere, a cui in particolare venivano indirizzate domande di grazia.
Il recedere; luogo appartato, recondito, intimo; in diritto, fra gli altri usi specifici, atto con cui un soggetto dichiara di non voler più essere parte di un rapporto giuridico
voce dotta recuperata da recessus, participio passato di recedere, letteralmente ‘andare indietro’.
Precipitare dalla roccia o di roccia in roccia (detto in particolare dell’acqua); per estensione scendere a picco o cadere (anche figuratamente)
verbo parasintetico derivato da roccia con l’aggiunta del prefisso di- (moto da luogo); probabile calco dal francese dérocher, attestato per la prima volta nella Commedia.
Accento, inflessione, andamento. Ripetizione ritmata di determinati fenomeni, come suoni o movimenti, che si succedono con una certa regolarità. In musica: formula armonico-polifonica che conclude una frase musicale; momento a carattere improvvisativo e virtuosistico del solista nel concerto per strumento e orchestra, o nell’aria cantata
dal latino cadentia, participio neutro plurale dal latino càdere — letteralmente ‘cose che cadono’ — e che si trova nella retorica latina. Nella letteratura musicale a partire dal 1300 circa, il participio è stato reinterpretato come sostantivo femminile singolare.
Abitante della regione della Samaria, relativo al popolo dei Samaritani, seguace della religione del Samaritanesimo; persona buona, caritatevole, e in particolare, in medicina, donatore di organi o tessuti che mette a disposizione il proprio corpo a chi ne ha bisogno generosamente e senza remunerazione
voce dotta recuperata dal latino ecclesiastico samaritanus, che attraverso il latino Samarīa e il greco Samarìa, deriva dall’ebraico Shōmrōn, di origine incerta, forse da Shemer, nome del capoclan da cui il re Omri acquistò il terreno per costruirvi la sua capitale.
Riflesso della luna in uno specchio d’acqua e più in generale paesaggio caratterizzato da giochi di luce dovuti al riflettersi della luna sulla superficie del mare o di un lago
parola macedonia derivata da ‘acqua’ e ‘luna’, su modello di ‘plenilunio’; coniata da Mario Luzi in Per il battesimo dei nostri frammenti (1985).
Preziosa concrezione globulare che si forma all’interno di alcuni molluschi bivalvi intorno a un corpo estraneo. In senso metaforico, persona o cosa che possiede qualità rare e mirabili
dal latino medievale perla, probabilmente attraverso l’ipotetica voce del latino volgare pernula, diminutivo di perna (prosciutto), nome col quale i Romani chiamavano un tipo di mollusco la cui forma ricordava quella di un prosciutto, di una coscia di maiale affumicata.