Pianta asiatica delle teacee (Camellia Sinensis), le foglie della pianta stessa e la bevanda ottenuta dal loro infuso; ricevimento pomeridiano in cui lo si beve
dalla forma dialettale cinese te (parlata minnan), probabilmente per tramite dell’inglese e del francese (da cui la grafia alternativa ‘thé’).
In musica: incipit melodico del canto gregoriano; breve composizione introduttiva per tastiera; accordatura comune a due o più strumenti; capacità di riprodurre uno o più suoni con il canto; temperamento. In linguistica la tonemica studia l’intonazione sillabica e quella di frase, indagando come le differenti altezze del tono della voce possano acquisire funzione distintiva. In senso figurato: accostamento armonioso, coerente
dal latino tònus, ossia ‘tensione di una corda; accento; intervallo fra due note; chiaroscuro’, dal greco tónos ‘tensione’, derivato dalla radice di teíno ‘tendere’.
etimo incerto. Forse dal latino faluppa ‘paglia minuta, ramoscelli’, incrociato con vòlvere ‘far girare’; forse da un antico nome del convolvolo (ipoteticamente volùtulus), derivato di vòlvere.
Calvario, monte su cui fu crocifisso Gesù; luogo di pena
attraverso il latino Golgotha, a sua volta dalla trascrizione greca della parola aramaica Gūlgūtā, che in ebraico è Gulgoleth. La radice trilittera che ne è all’origine è g – l – l, seme di parole che hanno significati relativi alla forma tondeggiante, circolare.
Mescolato, mischiato, intercalato, specie detto di lingue o registri differenti in un medesimo discorso, e in particolare in riferimento a prediche medievali e rinascimentali in latino e volgare frammisti
propriamente, participio passato di miscidare ‘mescolare, mischiare’, derivato dal latini miscère attraverso l’ipotetica forma frequentativa miscitare.
voce dotta recuperata dal latino chaos, prestito dal greco cháos ‘vuoto, immensità’, ma propriamente ‘fenditura, voragine, abisso’, derivato dal verbo khaíno ‘aprirsi, spalancarsi’.
Abitante dell’immaginaria isola di Lilliput; di dimensioni molto ridotte, di scarsa levatura
dal nome di Lilliput, luogo immaginato dallo scrittore irlandese Jonathan Swift nel suo celebre libro satirico ‘I viaggi di Gulliver’, che racconta popolato da umani minuscoli.