Documento che fissa i termini generali di una questione o di un accordo, specie in diritto internazionale; lista di indicazioni o di istruzioni che riguardano operazioni commerciali da concludere o in corso; rapporto sommario; taccuino
voce latina, letteralmente ‘cosa da ricordare’, neutro del gerundivo di memorare ‘ricordare’.
Figura retorica per cui una parola è usata più volte in funzioni diverse a breve distanza
voce dotta recuperata dal latino tardo polyptòton, dal greco polýptotos ‘di molti casi’, composto di poly- ‘poli-, molti’ e ptotós, propriamente ‘che è caduto’, da píptein ‘cadere’.
In musica, esordio tematico che si realizza ritmicamente su un tempo debole precedente il primo tempo forte all’inizio di una composizione; può prodursi anche all’interno di un brano o di una sua sezione. In poesia, parte extra-metrica del verso, formata da una o più sillabe atone precedenti la prima sillaba accentata
prestito moderno dal greco antico anákrusis, formato da anakrúo ‘tirare indietro, trattenere’, derivato da krúo ‘battere’ col prefisso ana- ‘verso su’.
Crema a base di ceci, sesamo, aglio, olio di oliva e succo di limone, tipica delle cucine palestinese, israeliana, libanese, turca, greca e, in generale del Vicino Oriente
dall’arabo ḥummuṣ che significa ‘ceci’, plurale di ḥimmiṣ, versione abbreviata del nome completo ḥummuṣ bitaḥini (‘hummus con salsa tahina’, a base di sesamo).
voce dotta, recuperata dal latino georgicus, prestito dal greco georgikós ‘dell’agricoltore’, da georgós ‘agricoltore’, composto di gê ‘terra’ e dal tema di érgon ‘lavoro’.
Al di là del mare; luogo che si trova al di là del mare; Mediterraneo orientale, Medio Oriente, Terra Santa, Nordafrica; blu, anticamente ottenuto dal lapislazzuli
Tendenza politica basata sull’esaltazione dell’idea di nazione e del principio di nazionalità; esaltazione eccessiva e acritica di tutto ciò che riguarda la propria nazione
dal francese nationalisme, da national ‘nazionale’, a sua volta dall’antico francese nacion ‘nascita, discendenza, patria’, che deriva dal latino nationem (natio al nominativo), che significa ‘nascita, origine, specie, tribù’, ed è dalla radice di nasci ‘nascere’.
Come aggettivo vale ‘solitario, isolato, abbandonato, disabitato, deserto’; come sostantivo è una variante, poco comune, di eremo
voce letteraria, forma sincopata di èremo, derivata dalla voce greca erèmos (o èremos) ‘deserto, solitario, abbandonato, privo, mancante’, attraverso la mediazione del latino tardo èremus.
Stupidaggine, sciocchezza nel linguaggio del dottor Levi, padre di Natalia Ginzburg, e nel dialetto triestino
probabilmente dalla parola scempiaggine, che nei dialetti del Veneto e della Venezia Giulia diventa sempiaggine, ma anche sempiada o sempiezzo; questa da scempio nel senso di ‘sciocco’, dal latino simplus ‘semplice’.
Segno sulla pelle che si forma in seguito alla rimarginazione di una ferita; tessuto fibroso che sostituisce i tessuti normali lesi da traumi o da processi morbosi; traccia lasciata nell’animo da un’esperienza dolorosa
Condizione del derelitto; abbandono totale; rinuncia al diritto di proprietà su una cosa mobile mediante il suo abbandono
voce dotta recuperata dal latino derelìctio, da derelictus propriamente participio passato di derelìnquere ‘abbandonare completamente’, derivato di relìnquere ‘abbandonare’, con de- rafforzativo.
In psicologia, alto livello dello sviluppo affettivo, caratterizzato dalla capacità di amare e di offrire liberamente senza contropartite; altruista, disinteressato
voce dotta recuperata dal latino oblatìvus ‘offerto spontaneamente’, da oblatus, participio passato di offerre ‘offrire’.