Capacità di rappresentare e di interpretare i comportamenti propri e altrui come il risultato di stati mentali interni, come credenze, desideri, intenzioni, emozioni, conoscenze
derivato moderno dalla base aggettivale mental-, dal latino mens, mentis ‘mente, intelletto’, con il suffisso -izzazione che indica il processo del rendere. Termine coniato nell’ambito della psicologia e psicoanalisi contemporanea.
Ciò che si dà per scontato, per già noto o condiviso, quando si afferma qualcosa. In linguistica e filosofia del linguaggio, indica ciò che deve essere vero affinché un’affermazione abbia senso, indipendentemente dal fatto che l’affermazione stessa sia vera o falsa
dal latino medievale praesuppositione, formato da prae- ‘avanti’ e suppositio ‘supposizione’, dal verbo suppònere ‘mettere sotto, supporre’.
voce dotta recuperata dal latino ineluctabilis, derivato (con prefisso negativo in-) di eluctabilis ‘superabile’, da eluctari ‘lottare per sottrarsi’, derivato di luctari ‘lottare’, con prefisso e- ‘da’.
Stile di vita spensierato, mondano, edonistico e lussuoso, associato alla Roma degli anni ‘50 e ‘60; estensivamente la ricerca del piacere fine a sé stessa, spesso superficiale
dal film di Federico Fellini La dolce vita, del 1960.
Nella musica dell’antica Grecia, intervallo melodico di quinta; altro titolo con cui è citato il ‘Diatessaron’ di Taziano, opera teologica basata sui quattro Vangeli
voce dotta recuperata dal latino diapente, adattato dal greco dià pénte ossia ‘attraverso cinque’ che indicava appunto l’intervallo melodico di quinta.
Disciplina linguistica che si occupa di studiare l’uso del linguaggio nel contesto, ovvero di come le frasi vengono utilizzate dai parlanti in particolari circostanze comunicative, di ciò che non è scritto nelle parole, di ciò che nasce dall’intenzione di chi parla, dalle aspettative di chi ascolta e dalle regole implicite della cooperazione nella conversazione
dall’inglese pragmatics, coniato dal filosofo americano Charles Morris a fine anni ‘30; a sua volta dal greco prâgma ‘azione, fatto’.
voce dotta recuperata dal latino tardo iovialis ‘di Giove’, derivato di Iovis (Iuppiter al nominativo) ‘Giove’, pianeta che secondo le credenze astrologiche esercitava influssi benefici.