Fermo, immobile
voce dotta recuperata dal latino immotus ‘immobile, fermo’, derivato di motus, participio passato di movere ‘muovere’, col prefisso negativo in-.
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Fermo, immobile
voce dotta recuperata dal latino immotus ‘immobile, fermo’, derivato di motus, participio passato di movere ‘muovere’, col prefisso negativo in-.
Varietà: lombardo occidentale — propriamente San Michele, ma per traslato ‘trasloco’, in particolare nell’espressione «fà sanmichée» ‘traslocare’
dal latino sanctus ‘santo’ e Michael, che è dall’ebraico Mîkhā’ēl ‘chi è come Dio?’, tradotto tradizionalmente in latino con la formula “Quis ut Deus?”.
Puzzolente
voce dotta recuperata dal latino graveolens, composto di gravis, cioè ‘grave, pesante’, e olens, participio presente di olère, ‘odorare’.
Rifare in polpette un cibo già cotto o avanzato; rimaneggiare alla meglio qualcosa, specie uno scritto o un discorso, per farlo passare per nuovo
derivato di polpetta, che è diminutivo di polpa, dal latino pulpa ‘carne magra senza osso’, con prefissi re- intensivo e in- illativo.
Colpire con dardi, specie figurati
attraverso il francese dard, dalla voce francone ricostruita come daroð ‘giavellotto’.
Nell’antica Roma, deliberazione della plebe; in età moderna, consultazione diretta del popolo su questioni fondamentali riguardanti la forma dello Stato o la sovranità di un territorio; figuratamente, consenso quasi unanime
voce dotta recuperata dal latino plebiscitum, da plebis scitum ‘decreto della plebe’, formato dal genitivo di plebs plebis ‘plebe’ e da scitum ‘delibera’, sostantivato del participio passato di sciscĕre ‘decretare’, propriamente ‘cercar di sapere’, da scīre ‘sapere’.
Figura retorica che consiste nel sostituire un’espressione propria con una attenuata, per addolcirla o mascherarla; parola o locuzione che addolcisce un concetto brutto o sgradevole
voce dotta recuperata dal greco euphēmismós, da euphēmízesthai ‘usare parole buone, di buon auspicio’, derivato di phēmí ‘dire’ col prefisso eu- ‘bene’.
Molto profumato
voce dotta recuperata dal latino redolens, participio presente di redolere ‘odorare, profumare’, da olere ‘mandar odore’ col prefisso red-, variante di re-, e cambio di coniugazione.
Privo di ornamenti; sobrio, semplice; squallido, rozzo
formato dal prefisso negativo dis- e adorno, participio passato breve di adornare, dal latino adornare ‘decorare, abbellire’, da ornare ‘disporre, apparecchiare’, derivato di ordo ‘ordine’.
Di fiaba; incantevole, meraviglioso, irreale
da fiaba, dal latino fābula ‘storiella fantasiosa’, da fāri ‘parlare’.
In diritto romano, capacità di contrarre nozze legittime; matrimonio; accordo armonico; alleanza
voce dotta recuperata dal latino conūbiu(m), derivato di nūbere ‘sposarsi’, con prefisso con-.
Facoltà di parlare; parlata, modo di parlare
voce dotta recuperata dal latino loquela ‘favella, idioma’, derivato di loqui ‘parlare’.
Chi è alle prime armi in un’attività, il principiante non ancora esperto del mestiere che esercita; più genericamente, ragazzo inesperto. In origine, e ancora oggi per estensione ironica, giovincello pretenzioso e vanesio, ricercato nel vestire
derivato dell’antico pivo ‘ragazzo’, variante settentrionale con lenizione di pipo, denominazione infantile dell’organo genitale maschile.
Far uscire fuori; estrarre; ricavare, ottenere in risultato; sceverare, separare
voce dotta recuperata dal latino elicere ‘far uscire fuori’, derivato di lăcere ‘attirare’ con prefisso ex- ‘fuori’.
Dotato di articolazioni, snodato; composto di parti distinte e ben collegate fra loro
propriamente, participio passato di articolare, voce dotta recuperata dal latino articulāre, che viene da artĭculus, diminutivo di artus ‘articolazione’.
Varietà: calabrese cosentino — Come epiteto, pignolo incontentabile
composto dal latino bŭcca (letteralmente ‘guancia’, poi ‘bocca’) e dal germanico rihhi ‘potente, ricco’.
Stato di aggregazione della materia posto tra quello solido e gassoso, caratterizzato dal volume proprio e pressoché invariabile, incomprimibile, ma senza forma propria; fuso, sciolto; limpido, chiaro; denaro contante, subito disponibile; che è labile, non definito, non costante; di consonante, laterale o rotica
voce dotta recuperata dal latino liquidus cioè ‘liquido, fluido’ ma anche ‘chiaro, limpido, evidente, certo’. Probabilmente deriva da una radice protoitalica ricostruita come *(w)leikw, a sua volta da una radice indoeuropea ricostruita come *uleikw, dal significato di ‘rendere umido’.
Che sa, dotto, esperto, informato
voce dotta recuperata dal latino sciens, participio presente di scire ‘sapere’, che è dalla radice indoeuropea *sek- ‘tagliare’.